AXA WF Optimal Income

ISIN LU0179866867

Last NAV 212,5100 EUR as of 12/12/19

Panoramica

Obiettivo d'investimento

Il Comparto mira a conseguire un mix di crescita stabile del reddito e del capitale espresso in euro, investendo in una combinazione di titoli azionari europei e titoli a reddito fisso, su un orizzonte temporale di lungo termine.

Indicatori di rischio

Indicatore sintetico di rischio e rendimento (SRRI)

1 2 3 4 SRRI Value 5 6 7

La categoria di rischio viene calcolata sulla base dei risultati passati e di conseguenza non è un indicatore affidabile del profilo di rischio futuro del Comparto. La categoria di rischio non è garantita e potrebbe variare nel tempo. La categoria più bassa non è priva di rischi.

Perché il fondo è in questa categoria?

Il capitale del Comparto non è garantito. Il Comparto investe nei mercati finanziari attraverso tecniche e strumenti soggetti a variazione, che possono dar luogo a utili o perdite.

Rischi aggiuntivi

Rischio di credito: rischio per cui gli emittenti dei titoli di debito detenuti nel Comparto possano risultare inadempienti verso i propri obblighi o possano subire un declassamento del rating, il che comporterebbe una diminuzione del NAV del Comparto. Rischio di controparte: rischio di insolvenza o di bancarotta di una delle controparti del Comparto, che comporterebbe un mancato pagamento o una mancata consegna.Rischio collegato agli investimenti in hedge fund: una parte limitata degli attivi del Comparto interessato (al massimo il 10%) è esposta a fondi che perseguono strategie alternative. Gli investimenti in fondi alternativi implicano rischi specifici collegati, ad esempio, alla valutazione degli attivi di tali fondi e alla loro scarsa liquidità. Impatto delle strategie, come per esempio i derivati: alcune tecniche di gestione comportano rischi specifici, come il rischio di liquidità, il rischio di credito, il rischio di controparte, il rischio legale, il rischio di valutazione, il rischio operativo e rischi legati agli attivi sottostanti.L'utilizzo di tali strategie può anche includere la leva che può aumentare l'effetto dei movimenti di mercato sul Comparto e dare luogo ad un rischio significativo di perdita.

Orizzonte temporale d'investimento

Questo Comparto è idoneo per quegli investitori che intendano mantenere l'investimento per un periodo minimo di 6 anni.

Documenti principali

COMMENTO MENSILE DEL GESTORE : 31/10/19

A ottobre è tornato a circolare un lieve ottimismo, favorito da una possibile risoluzione della Brexit e una diminuzione dei rischi associati alla guerra commerciale. Negli Stati Uniti il settore manifatturiero continua a preoccupare, con ripercussioni che iniziano a farsi sentire sui dati reali, nonostante una crescita del PIL per il T3 stabile al +1,9% su base trimestrale annualizzata grazie ai solidi consumi delle famiglie. A settembre l'indice PMI-ISM è piombato a 47,8, un minimo dal 2009. Anche il settore dei servizi ha perso terreno a settembre e chiuso a 52,6, il livello più basso da agosto 2016. Si osserva inoltre una battuta d'arresto sul mercato del lavoro, con creazioni nette al mese pari attualmente a 160.000 unità rispetto alle 220.000 del 2018. L'amministrazione Trump ha inoltre rinviato l'aumento di 5 pp sulle importazioni di prodotti cinesi, in cambio di determinate misure in favore delle società americane. In merito alla procedura di impeachment nei confronti di D. Trump, la Camera dei rappresentanti ha ufficialmente confermato l'apertura di un'inchiesta. Infine, la Fed ha deciso di abbassare nuovamente i tassi ufficiali di 25 pb [1,50-1,75%], precisando tuttavia che procederà a un ulteriore taglio a dicembre soltanto in presenza di un significativo deterioramento del contesto economico. Anche nell'eurozona la crescita del PIL si è mantenuta stabile al +0,2% su base trimestrale. Francia e Spagna hanno dimostrato una pregevole tenuta al rallentamento dell'attività mondiale (rispettivamente +0,3% e +0,4%), l'Italia ha sorpreso al rialzo (+0,1%), mentre il dato della Germania sarà pubblicato soltanto a metà novembre (ci aspettiamo una crescita nulla). Le indagini PMI "flash" di ottobre puntano verso una stabilizzazione dell'attività nell'eurozona. Come prevedibile, la BCE ha mantenuto invariata la sua politica monetaria alla riunione di ottobre, senza fornire ulteriori dettagli. In Italia le turbolenze politiche sono di nuovo all'ordine del giorno. La nuova coalizione formata da Movimento 5 Stelle (M5S) e Partito Democratico è stata sonoramente sconfitta alle elezioni regionali. In Spagna la condanna di nove leader catalani indipendentisti a pene detentive per sedizione, malversazione di fondi pubblici e disobbedienza, ha scatenato massicce proteste in Catalogna. Relativamente al Regno Unito, è stato raggiunto un nuovo accordo con l'Unione europea, ma non è stato possibile ratificarlo prima della scadenza del 31 ottobre. Boris Johnson è stato quindi costretto a chiedere una proroga fino al 31 gennaio, che l'UE ha concesso. Infine, il premier britannico è riuscito a indire elezioni anticipate per il 12 dicembre. Secondo i sondaggi, per il momento i conservatori sono saldamente in testa. In Giappone l'aumento dell'IVA introdotto il 1° ottobre sembra aver avuto un impatto meno importante che nel 2014, anche grazie alle misure di compensazione del governo. Tuttavia, l'attività dovrebbe scendere meccanicamente nel 4° trimestre dopo il forte rialzo dei consumi osservato a settembre (acquisti anticipati). Infine, la BoJ ha deciso di mantenere invariata la sua politica ultra accomodante, ma ha aperto la porta a un possibile taglio dei tassi. In Cina la crescita del PIL nel T3 è calata al 6% su base annua, il minimo da oltre tre decenni. Il settore manifatturiero, sul quale pesa la guerra commerciale, è il principale responsabile di questa decelerazione. L'attività interna ha retto meglio, sostenuta da politiche accomodanti (fiscali e monetarie). Nonostante qualche elemento positivo sul breve termine, il rallentamento in atto dovrebbe proseguire. In questa situazione, a nostro parere il governo eviterà di correre rischi e accentuare le misure di allentamento. A ottobre i mercati borsistici hanno ripreso vigore. Le tensioni commerciali sono infatti diminuite e i dati macroeconomici hanno smesso di sorprendere al ribasso. Negli Stati Uniti l'indice S&P 500 ha guadagnato il +2%, mentre in Europa l'Euro Stoxx 50 è avanzato del +1% con performance divergenti in base ai paesi: il DAX ha messo a segno un +3,5%, il CAC si è al contrario fermato al +1%. Anche sui mercati periferici sono emersi risultati contrastanti, con il MIB italiano che ha sfoggiato una progressione del +2,7%, mentre l'IBEX spagnolo ha chiuso stabile (+0,1%). Nel Regno Unito il FTSE 100 ha ceduto il -2,2%, penalizzato dal forte rimbalzo della sterlina dopo che è stata rinviata la scadenza per la Brexit. I mercati asiatici hanno reagito molto bene a una potenziale tregua commerciale, con gli indici giapponesi Nikkei e Topix che hanno terminato al +5,4% e +5%. In Cina l'indice Hang Seng di Hong Kong è salito del +3,1% e l'indice composito di Shanghai del +0,8%. Anche i mercati emergenti (indice MSCI EM Total Return) hanno chiuso in rialzo, del +4,2% in dollari statunitensi e del +1,8% in euro. Sulla maggior parte dei mercati obbligazionari i recenti guadagni si sono lievemente ridotti, a fronte di dati economici in linea o superiori alle attese. La posizione decisamente accomodante della Fed ha permesso al rendimento decennale americano di rimanere invariato all'1,7%, mentre quello del Bund decennale è aumentato al -0,41%. Stessa sorte per il rendimento dell'OAT decennale francese, attestatosi al -0,1%. Anche i rendimenti del BTP italiano e del BONOS spagnolo a 10 anni si sono incrementati, raggiungendo rispettivamente lo 0,9% e lo 0,2%. Il rendimento del Gilt decennale britannico è dal suo canto cresciuto al +0,63%, così come quello del JGB decennale giapponese, che ha terminato allo 0,1%. Sul mercato creditizio, gli spread del segmento IG non hanno subito variazioni di rilievo, mentre quelli dell'high yield hanno evidenziato un andamento opposto: contrazione negli Stati Uniti e leggero ampliamento in Europa. Per quanto riguarda i mercati dei cambi, il dollaro americano ha perso terreno, come dimostra il calo del -2% per l'indice del dollaro. Rispetto al biglietto verde, sia l'euro che la sterlina si sono apprezzati, rispettivamente del +2,23% a 1,09 e del +5,3% a 1,29, mentre lo yen giapponese è rimasto pressoché immutato (+0,2%) a 108. Sui mercati delle materie prime, l'indice Bloomberg Commodities (agricoltura e allevamento esclusi) è avanzato del +2,1%, grazie all'ottimismo circolato in seguito all'allentamento delle tensioni commerciali. Il prezzo del petrolio è risultato in ascesa (Brent +2% a $ 60 il barile, ma WTI invariato a $ 54), così come i metalli industriali e il rame, per i quali si sono osservati lievi incrementi (+1,2%). L'oro si è attestato appena sopra $ 1.500 l'oncia (+2,6%). In termini di allocazione, la nostra esposizione ai mercati azionari è stata aumentata a circa il 50,71%, con la seguente ripartizione: eurozona 42,73%, Europa esclusa eurozona 9,86%, Asia 0,95% di cui lo 0,39% per il Giappone. La nostra selezione azionaria rappresenta adesso il 56,46% del portafoglio ed è parzialmente coperta sull'eurozona e gli Stati Uniti. La nostra esposizione al mercato delle azioni bancarie europee è pari a circa l'1,21%. Nell'universo azionario, abbiamo aperto posizioni su titoli ciclici in settori/industrie che hanno accumulato ritardi rispetto al resto del mercato. Nonostante la rotazione, il divario tra le azioni "value"/cicliche da un lato e le azioni a bassa volatilità/difensive dall'altro è tuttora su livelli record. In tale scenario, abbiamo introdotto una posizione relativa dell'1% nei settori industriale e dei consumi ciclici negli Stati Uniti. In un contesto segnato da tassi d'interesse e spread creditizi estremamente ridotti e con le banche centrali che intendono proseguire le loro politiche di allentamento monetario, abbiamo deciso di integrare posizioni nei settori che generano elevati livelli di dividendi. Abbiamo pertanto aperto una posizione relativa dell'1% nei settori energetico e delle telecomunicazioni in Europa. Nella componente obbligazionaria, conserviamo una sensibilità ai tassi d'interesse piuttosto debole, nonostante quest'ultima sia stata rafforzata negli scorsi mesi tramite investimenti sul mercato creditizio per sfruttare un premio di rendimento rispetto al mercato delle obbligazioni sovrane. L'allocazione nel credito Investment Grade rappresenta attualmente il 21,57% circa del portafoglio. Abbiamo mantenuto l'allocazione nel credito high yield a circa il 2,99% dell'attivo, con una preferenza per il mercato europeo. Conserviamo la nostra diversificazione sul fondo AXA IM WAVe Cat Bonds, pari all'1,21%, e integrato AXA WF Multi Crédit per lo 0,64% allo scopo di diversificare e sfruttare l'intero spettro creditizio di questo fondo. Nel mese abbiamo ridotto il paniere che riunisce le obbligazioni dei paesi emergenti denominate in dollari statunitensi o in euro per incamerare profitti. Alla luce degli attuali livelli, abbiamo inoltre aumentato la posizione long sulle anticipazioni d'inflazione nell'eurozona al 6,5% del portafoglio. Abbiamo altresì introdotto una posizione long sulle anticipazioni d'inflazione negli Stati Uniti pari al 3,5%. Il fondo è esposto in prevalenza all'euro. Abbiamo tuttavia integrato una posizione di carry mediante un'esposizione long al dollaro canadese e short al franco svizzero per l'1%, completata da una posizione long nel dollaro canadese e short nel dollaro statunitense pari anch'essa all'1%. Infatti, un altro mese caratterizzato da una crescita dell'occupazione molto sostenuta, un tasso di disoccupazione ridotto e un aumento degli stipendi potrebbe indurre la Banca del Canada a mantenere invariati i tassi sino alla fine dell'anno, uno scenario potenzialmente favorevole per la valuta nazionale. Quando abbiamo introdotto questa posizione ci aspettavamo ulteriori interventi sui tassi da parte della Fed. Uno è giunto a fine ottobre ma, in seguito, la Fed sembra essersi presa una pausa di riflessione. Tuttavia, continuiamo a ritenere che tale posizione possa apprezzarsi nel tempo. Inoltre, per sostenere l'apprezzamento del franco svizzero in un contesto segnato da un crescente sentiment di rischio e a fronte di fondamentali nazionali in deterioramento, la BNS potrebbe ora essere disposta a difendere la sua valuta. Nel mese il fondo ha conseguito una performance netta del +0,49%.

Performance

Grafico della performance

Periodi

1M
3M
6M
1A
3A
5A
8A
10A
YTD
Dal lancio

Data iniziale

Data finale

Benchmark

Benchmark Data iniziale Data finale
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Tabella della performance

Data finale

Tabella della performance Performance netta Benchmark Data iniziale Data finale
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Indicatori di rischio

Data finale

Indicatori di rischio Volatilità del fondo Benchmark volatility Tracking Error Information Ratio Sharpe Ratio Beta Alpha
1M - - - - - - -
QTD - - - - - - -
3M - - - - - - -
6M - - - - - - -
YTD - - - - - - -
1A - - - - - - -
3A - - - - - - -
5A - - - - - - -
8A - - - - - - -
10A - - - - - - -
Dal lancio - - - - - - -

Tabella del NAV

Data iniziale

Data finale

NAV Data NAV Patrimonio totale del fondo
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NAV

Prima data NAV 19/11/03
Frequenza di calcolo del NAV Quotidiano

Amministrazione

COMMISSIONI

Spese correnti 0,86%
Commissioni di gestione 0,60%
Commissioni di distribuzione 0,00%

INFORMAZIONI CHIAVE

Valuta di riferimento del fondo EUR
Data di lancio del fondo 19/11/03
Asset class MULTI ASSET CLIENT SOLUTIONS
Expertise Asset Allocation, Absolute & Total Return
Fondo RI No
Passaporto europeo yes
Autorità di vigilanza Commission de Surveillance du Secteur Financier

GESTIONE

Gestore del fondo Serge PIZEM

Struttura

Forma legale SICAV

Documenti