AXA WF Defensive Optimal Income

ISIN LU0094159554

Last NAV 79,0400 EUR as of 20/09/19

Panoramica

Obiettivo d'investimento

Il Comparto mira a ottenere una crescita di capitale a medio termine investendo in un portafoglio diversificato comprendente un'ampia classe di attivi attraverso un approccio difensivo che mira a limitare al 5% la volatilità annualizzata.

Indicatori di rischio

Indicatore sintetico di rischio e rendimento (SRRI)

1 2 SRRI Value 3 4 5 6 7

La categoria di rischio viene calcolata sulla base dei risultati passati e di conseguenza non è un indicatore affidabile del profilo di rischio futuro del Comparto. La categoria di rischio non è garantita e potrebbe variare nel tempo. La categoria più bassa non è priva di rischi.

Perché il fondo è in questa categoria?

Il capitale del Comparto non è garantito. Il Comparto investe nei mercati finanziari attraverso tecniche e strumenti soggetti a variazione, che possono dar luogo a utili o perdite.

Rischi aggiuntivi

Rischio di credito: rischio per cui gli emittenti dei titoli di debito detenuti nel Comparto possano risultare inadempienti verso i propri obblighi o possano subire un declassamento del rating, il che comporterebbe una diminuzione del NAV del Comparto. Impatto delle strategie, come per esempio i derivati: alcune tecniche di gestione comportano rischi specifici, come il rischio di liquidità, il rischio di credito, il rischio di controparte, il rischio legale, il rischio di valutazione, il rischio operativo e rischi legati agli attivi sottostanti.L'utilizzo di tali strategie può anche includere la leva che può aumentare l'effetto dei movimenti di mercato sul Comparto e dare luogo ad un rischio significativo di perdita. Rischio della gestione discrezionale: per un dato Comparto, esiste il rischio che le tecniche o le strategie d'investimento non abbiano successo e che il Comparto possa subire delle perdite. Gli azionisti non avranno nè il diritto nè l'autorità di partecipare alla gestione ordinaria o al controllo delle attività del Comparto, nè tantomeno l'opportunità di valutare gli investimenti specifici compiuti dal Comparto o i termini di tali investimenti.

Orizzonte temporale d'investimento

Questo Comparto è idoneo per quegli investitori che intendano mantenere l'investimento per un periodo minimo di 3 anni.

Documenti principali

COMMENTO MENSILE DEL GESTORE : 31/07/19

Le banche centrali hanno ancora una volta dominato l’attualità economica. La Federal Reserve ha tagliato i tassi per la prima volta da un decennio e anche la BCE ha aperto la porta a una politica monetaria più accomodante. Se la riduzione negli Stati Uniti assomiglia più a una misura preventiva, nell’eurozona sono già presenti delusioni economiche. Infine, le tensioni politiche e commerciali tra Cina e Stati Uniti sono tornate prepotentemente alla ribalta, così come le vicissitudini associate alla Brexit. Negli Stati Uniti la crescita del PIL per il secondo trimestre si è attestata al +2,1% su base trimestrale annualizzata (T/T annualizzata), in calo rispetto al dato del primo trimestre (+3,1%) ma superiore alle aspettative. I consumi delle famiglie si sono rivelati particolarmente robusti. Per contro, gli investimenti privati preoccupano (-0,2% T/T), mentre il saldo della bilancia commerciale (esportazioni-importazioni) è ripiombato in territorio negativo. Il settore industriale continua a soffrire, come dimostra l’ulteriore calo dell’ISM manifatturiero (50,7 a luglio), mentre la fiducia delle famiglie permane elevata, sostenuta da un tasso di disoccupazione in persistente declino e da stipendi in costante ascesa (+3,2% su base annua). Infine, il tasso d’inflazione è calato al +1,6% su base annua, allontanandosi pertanto dal suo obiettivo. Alla sua ultima riunione di politica monetaria, la Federal Reserve ha deciso di abbassare il tasso ufficiale di 25 punti base in un intervallo del [2,00-2,25%], una scelta motivata sia da un’inflazione debole sia dal deterioramento delle prospettive economiche associato alla mancata risoluzione degli scontri commerciali. Entro la fine dell’anno dovrebbero giungere ulteriori tagli, in base all’evoluzione della congiuntura americana e mondiale, tanto più che Donald Trump ha dichiarato che l’amministrazione americana introdurrà dal prossimo settembre un dazio del 10% sulle importazioni cinesi ancora esenti (circa $ 300 miliardi). Nell’eurozona i dati economici continuano a destare preoccupazione. Il PIL aggregato si è attestato al +0,2% su base trimestrale, dopo il +0,4% nel primo trimestre. I risultati tra i paesi dell’eurozona permangono eterogenei: il PIL francese è avanzato del +0,2%, la crescita italiana è rimasta ferma al palo (0,0%) e anche in Spagna l’attività economica ha subito una battuta d’arresto (+0,5% dopo il +0,7%), penalizzata da una flessione della domanda interna. In Germania la debolezza del settore manifatturiero dovrebbe continuare a pesare sull’attività economica, con una crescita attesa nulla. Infine, secondo le indagini della Commissione europea, gli indicatori relativi al sentiment e al clima degli affari si sono ulteriormente deteriorati e anche l’indice PMI manifatturiero ha perso terreno (46,5 a luglio). A luglio l’inflazione ha continuato a scendere (+1,1% su base annua). In questo contesto, la BCE ha lasciato intendere che adotterà misure correttive alla prossima riunione di politica monetaria in programma a settembre. Tra i provvedimenti attesi vi sono un taglio del tasso di deposito e un sistema di tiering per far respirare le banche. Nel Regno Unito Boris Johnson è stato eletto primo ministro e dovrà condurre i negoziati sulla Brexit. Le incertezze permangono elevate, alla luce dei numerosi esiti possibili. Da una rinegoziazione dell’accordo concluso da Theresa May con l’UE a un “no deal” (al quale non si è opposto), tutte le opzioni sono ancora sul tavolo in vista della scadenza del 31 ottobre. Potrebbero anche tenersi nuove elezioni politiche. In merito all’attività economica, la crescita ha lievemente rallentato al +1,5% su base annua dopo il +1,6% del primo trimestre, mentre la Banca d’Inghilterra ha mantenuto invariati i tassi ufficiali. In Giappone le indagini Tankan della banca centrale (BoJ) e l’indice PMI dipingono un settore manifatturiero ancora in difficoltà. Le esportazioni sono diminuite (-6,6% su base annua), mentre la fiducia nel settore dei servizi si è stabilizzata. Anticipiamo una crescita prossima allo 0%, favorita da un rimbalzo dei consumi e dalla solidità degli investimenti. La BoJ ha inoltre indicato che, qualora le anticipazioni d’inflazione e le prospettive di attività dovessero deteriorarsi, “non esiterà a intervenire”, sostenendo di avere ancora “numerosi strumenti a sua disposizione”. In Cina la crescita ha rallentato, sorprendendo tuttavia al rialzo (+6,2% su base annua). Nonostante le ripercussioni negative associate all’aumento dei dazi doganali imposto dagli Stati Uniti, le esportazioni hanno retto piuttosto bene. Inoltre, la domanda interna si è rivelata robusta, sostenuta dall’impatto del primo piano di rilancio varato dal governo cinese che comprendeva misure fiscali e monetarie. In questo contesto, la maggior parte dei mercati azionari chiude in lieve aumento, con una performance dell’1,2% per l’indice MSCI World in valuta locale. Negli Stati Uniti l’indice S&P 500 è in rialzo del +1,3%, mentre in Europa l’Euro Stoxx 50 risulta stabile al -0,1%, evidenziando tuttavia performance eterogenee: DAX tedesco -1,7%, CAC francese -0,4%, MIB italiano +0,8% e IBEX spagnolo -2,5%. Nel Regno Unito l’indice FTSE 100 registra una performance modesta (+2,2%), così come gli indici giapponesi Nikkei e Topix, che guadagnano rispettivamente il +1,2% e il +0,9%. I mercati cinesi perdono terreno, con l’Hang Seng di Hong Kong che segna un -2,7% e l’indice Shanghai Composite un -1,6%. Anche sui mercati emergenti emergono performance contrastanti: -1,2% in dollari statunitensi e +1,0% in euro (indice MSCI EM Total Return). Gran parte dei mercati obbligazionari ha confermato i recenti guadagni. I tassi a 10 anni americani sono stabili al 2,01%, mentre quelli tedeschi e spagnoli cedono 11 pb rispettivamente al -0,44% e +0,28%. La tendenza risulta accentuata per i tassi a 10 anni francesi, che calano di 18 pb al -0,18%, e per i decennali italiani, che si attestano all’1,54% (-56 pb). In flessione anche il rendimento del Gilt britannico che finisce al +0,61% (-22 pb), mentre in Giappone i tassi permangono pressoché immutati (+1 pb al -0,15%). Sul mercato creditizio, gli “spread” si mantengono invariati nel segmento “Investment Grade” e nell’alto rendimento. Riguardo ai mercati dei cambi, il dollaro americano si è apprezzato rispetto all’euro a 1,108 (+2,7%), al pari di yen (+1,8%) e franco svizzero (+0,9%). Al contrario, la sterlina è arretrata dell’1,7%. Sui mercati delle materie prime, l’indice Bloomberg Commodities (agricoltura e allevamento esclusi) avanza lievemente (+0,8%), sostenuto da prezzi dei metalli preziosi in aumento. Per contro, il prezzo del petrolio non evidenzia variazioni di rilievo (-0,5% per il Brent e +0,2% per il WTI) e i metalli industriali terminano in leggero ribasso (rame -1,1%). In termini di allocazione, la nostra esposizione ai mercati azionari è aumentata a circa il 22,24%, con la seguente ripartizione: Stati Uniti 4,49%, eurozona 10,67%, Europa esclusa eurozona 2,19%, Asia 2,66% di cui lo 0,84% per il Giappone e paesi emergenti 1,96%. La nostra selezione azionaria rappresenta adesso il 19,98% del portafoglio ed è parzialmente coperta sull’eurozona e gli Stati Uniti. L’incremento della componente azionaria ha riguardato principalmente titoli europei (Vinci, Ahold, Randstad, Geberit), ma anche titoli con solidi modelli di business in determinati settori negli Stati Uniti (tecnologia dell’informazione, settore dei pagamenti, tecnologia medica) o in Giappone (alimentare). Abbiamo inoltre introdotto una posizione del 2% su azioni cosiddette “cicliche”. La nostra esposizione al mercato delle azioni bancarie europee è pari a circa lo 0,88%. Nella componente obbligazionaria, conserviamo una sensibilità ai tassi d’interesse piuttosto debole, nonostante quest’ultima sia stata rafforzata tramite investimenti sul mercato creditizio per sfruttare un premio di rendimento rispetto al mercato delle obbligazioni sovrane. Infatti, l’allocazione nel credito Investment Grade rappresenta attualmente circa il 44,60% del portafoglio, in aumento rispetto allo scorso mese. Abbiamo mantenuto l’allocazione nel credito high yield a circa il 4,93% dell’attivo, con una preferenza per il mercato europeo. Conserviamo la nostra diversificazione sul fondo AXA IM WAVe Cat Bonds, pari allo 0,51%. Il paniere che riunisce le obbligazioni dei paesi emergenti denominate in dollari statunitensi o in euro si attesta al 5,52%. Alla luce degli attuali livelli, abbiamo aperto anche una posizione long sulle anticipazioni d’inflazione nell’eurozona per circa il 5% del portafoglio. La nostra posizione sui prodotti monetari è stata ridotta intorno al 5,60%. Nel mese il fondo ha conseguito una performance netta del +0,12%.

Performance

Grafico della performance

Periodi

1M
3M
6M
1A
3A
5A
8A
10A
YTD
Dal lancio

Data iniziale

Data finale

Benchmark

Benchmark Data iniziale Data finale
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Tabella della performance

Data finale

Tabella della performance Performance netta Benchmark Data iniziale Data finale
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Indicatori di rischio

Data finale

Indicatori di rischio Volatilità del fondo Benchmark volatility Tracking Error Information Ratio Sharpe Ratio Beta Alpha
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QTD - - - - - - -
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6M - - - - - - -
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8A - - - - - - -
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Dal lancio - - - - - - -

Tabella del NAV

Data iniziale

Data finale

NAV Data NAV Patrimonio totale del fondo
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NAV

Prima data NAV 18/01/99
Frequenza di calcolo del NAV Quotidiano

Amministrazione

COMMISSIONI

Spese correnti 0,75%
Commissioni di gestione 0,50%
Commissioni di distribuzione 0,00%

INFORMAZIONI CHIAVE

Valuta di riferimento del fondo EUR
Data di lancio del fondo 18/01/99
Asset class MULTI ASSET CLIENT SOLUTIONS
Expertise Asset Allocation, Absolute & Total Return
Fondo RI No
Passaporto europeo yes
Autorità di vigilanza Commission de Surveillance du Secteur Financier

GESTIONE

Gestore del fondo Serge PIZEM

Struttura

Forma legale SICAV

Documenti