Una vita di ineguaglianza di genere: cosa possono fare gli investitori

Nonostante gli sforzi fatti da governi e aziende, continua ad esserci un notevole gap di genere sui luoghi di lavoro per quanto riguarda sia la partecipazione che le retribuzioni delle donne. Selezionando dove investire, possiamo contribuire a ridurre il gap.

 

Per decenni, c’è stata una spinta considerevole da parte di governi, aziende e società in tutto il mondo per ridurre l’ineguaglianza tra i sessi. Come risultato, molto donne oggi occupano posizioni di potere ai vertici di importanti istituzioni ed aziende.

Di recente, sono andati a due donne gli incarichi più prestigiosi dell’Unione Europea. Alla tedesca Ursula Von der Leyen la presidenza della Commissione europea, e alla francese Christine Lagarde quella della Banca Centrale Europea.

Eppure, continua ad esserci un notevole gap di genere sui luoghi di lavoro per quanto riguarda sia la partecipazione che le retribuzioni delle donne. Non solo in Europa.

 

Ecco alcune cifre:

1% – La percentuale di donne nei consigli d’amministrazione delle società giapponesi 1.

3 ore – La differenza in termini di tempo quotidiano che donne e uomini che lavorano a tempo pieno in Germania impiegano nello svolgere attività domestiche 2.

37% – La differenza di retribuzione globale tra uomini e donne secondo stime del World Economic Forum 3.

$450.000 – La differenza di guadagni medi in una vita tra uomini e donne 4.

$160 trilioni – Quanto potrebbe aumentare la ricchezza globale se il gap salariale tra uomini e donne fosse pari a zero 5.

 

Queste cifre sono messe in evidenza dalla ricerca “A lifetime of gender inequality: What investors can do” di Marie Fromaget, ESG Analyst, Responsible Investment di AXA Investment Managers.

Lo studio prende in esame quattro mercati chiave – Germania, Giappone, Cina e India, identifica le spinte all’ineguaglianza, esamina le pratiche delle imprese locali e fornisce raccomandazioni agli investitori.

Secondo Fromaget il problema dell’ineguaglianza di genere è innanzitutto un problema culturale. Comincia quando una donna nasce e l’accompagna fino agli ultimi anni di carriera.


La Germania, per esempio, oggi si posiziona in fondo alla classifica dell’Europa Occidentale per livello d’istruzione delle donne. La partecipazione delle donne nel mercato del lavoro è del 74%, meglio degli altri paesi con un simile livello di benessere, ma la qualità dei lavori svolti dalle donne e la loro retribuzione destano preoccupazione. In media, gli uomini lavorano in settori meglio pagati rispetto alle donne, in Germania. Anche in alcuni settori dominati dalle donne, si possono trovare uomini meglio pagati delle loro controparti femminili 6. Il Giappone, invece, langue al 110mo posto su 149 paesi, il livello più in basso tra le economie sviluppate. Tradizionalmente, le donne giapponesi rinunciano alla propria carriera quando si sposano o alla nascita del primo figlio. Anche India e Cina si classificano, nel complesso, più in alto.

Il persistere del gap di genere minaccia il successo di aziende ed economie, quantificabile in $160 trilioni di ricchezza non realizzata, secondo stime della Banca Mondiale.

 

Quindi, cosa possono fare gli investitori?

Gli investitori possono giocare un ruolo importante nel promuovere l’agenda della parità di genere con policymakers e aziende (consigli d’amministrazione, management) attraverso l’engagement.

Per le aziende, rileva lo studio, ci sono due tipi di considerazioni: non si tratta solo di parità di genere dal punto di vista delle risorse umane e/o pratiche di business, ma anche fino a che punto i loro prodotti e servizi possono permettere una migliore rappresentazione femminile nella società. Per i governi, c’è bisogno dell’accettazione che la politica deve intervenire fin dal momento della nascita di una bambina. Un recente studio dell’Università di Chicago 7 mostra che anche nei paesi più ricchi e benestanti, come gli Stati Uniti, i guadagni di una vita di una donna e quanto lavora sono influenzati dai livelli di sessismo nel posto dov’è nata.

 

Strategia AXA WF Women Empowerment: i prossimi passi per ridurre il gap di genere

Ad AXA IM utilizzeremo questa ricerca come base per le nostre attività di engagement e i nostri obiettivi di impact investment collegati agli SDG. Il nostro prossimo passo sarà coinvolgere in discussioni circa dieci aziende tedesche, dieci giapponesi, dieci cinesi e dieci indiane, usando questo studio come base. Questo ci permetterà di migliorare la nostra ricerca sull’investimento e di ampliare l’eleggibilità per le nostre strategie tematiche e d’impatto.

AXA WF Framlington Women Empowerment è un fondo d’investimento il cui obiettivo è di generare risultati finanziari nel lungo periodo, producendo al tempo stesso un impatto sociale positivo.

Investiamo in società che hanno adottato una cultura e delle prassi positive nell’ambito della parità di genere e che:

  • Hanno almeno il 20% di presenza femminile nel comitato esecutivo e nel CdA (almeno il 10% nei mercati emergenti);
  • Oppure sono firmatarie degli United Nations Women Empowerment Principles.

 

Scopri di più: AXA WF Framlington Women Empowerment

[1] Calcoli Bloomberg e AXA IM, a gennaio 2019

[2] German Institute for Economic Research (DIW), 2016

[3] World Economic Forum, al 2018

[4] Stime AXA IM, 2019

[5] World Bank, al 2017

[6] German Institute for Economic Research

[7] The Effects of Sexism on American Women: The Role of Norms vs Discrimination (agosto 2018)