Tutti pazzi per i green bond

I green bond in un solo decennio sono cresciuti fino a diventare un mercato importante a livello internazionale. Attirano l'attenzione di investitori impegnati nella decarbonizzazione degli asset. Borsa Italiana ha aperto un segmento dedicato.

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Fra le innovazioni più interessanti dell'ultimo decennio in materia di prodotti di finanza sostenibile e responsabile (SRI) figurano i green bonds, le “obbligazioni verdi”. Sono obbligazioni che raccolgono risorse da destinare a progetti che hanno un impatto positivo sull’ambiente (anche definiti environmental friendly o climate friendly), come la produzione di energia da fonti rinnovabili, i trasporti e la mobilità sostenibili, la riduzione delle emissioni di CO2 di edifici e impianti. Per questo motivo i green bond hanno attirato in modo crescente l’attenzione degli investitori impegnati nella decarbonizzazione dei propri asset in ragione degli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi.

 

Un mercato giovane, in rapida crescita

Il mercato dei green bond è nato nel 2007, quando il primo green bond venne emesso dalla BEI (Banca Europea degli Investimenti). Da allora si è sviluppato con grande rapidità, contando fra gli emittenti organismi sovranazionali, corporation, istituzioni finanziarie, amministrazioni ed enti pubblici, Stati.

Secondo i dati di CBI-Climate Bonds Initiative, nel 2017 si sono registrate nuove emissioni di green bond per 155,5 miliardi di dollari a livello mondiale, in crescita del 78% rispetto all’anno precedente. A settembre 2018 il mercato complessivo dei green bond e più in generale di quelli che vengono definiti climate-aligned bond è stimato da CBI in quasi 1,5 trilioni di dollari.

 

Fonte: Green Bonds Highlights 2017, CBI-Climate Bonds Initiative, gennaio 2018

 

La definizione e in particolare i principi e criteri da soddisfare per questo genere di obbligazioni rappresentano questioni che rimangono in parte aperte, come dimostra il fatto che l’emissione di questi strumenti è di solito accompagnata da second opinion di soggetti terzi indipendenti. A livello internazionale il riferimento è quello dei Green Bond Principles definiti da ICMA (International Capital Market Association). Per i climate bonds, il riferimento è quello degli standard elaborati dalla Climate Bonds Initiative. Ancora ICMA ha sviluppato principi per i Social bond e linee guida per i Sustainability bond. Nel merito è entrato anche il Piano d’azione per la finanza sostenibile varato dalla Commissione Ue a marzo 2018, che prevede fra le altre misure la definizione di standard per i green bond.

 

I green bond in Italia

Negli ultimi anni anche in Italia è cresciuta notevolmente l’attenzione verso i green bond. Il primo green bond in Italia è stato emesso nel 2014 da Gruppo Hera. Anche se con pochissimi anni di vita, nel mercato dei green bond italiani vi sono emittenti che hanno già operato più di un'emissione, come nel caso di Iren o di Enel.

Particolarmente significativo è stato l'ingresso su questo mercato di un player del calibro di Cassa Depositi e Prestiti, che dopo il lancio nel 2017 del suo primo social bond, a settembre 2018 è stata protagonista del lancio del primo Sustainability bond italiano: il Sustainability "Hydro" Bond, allineato con il Goal numero ("Acqua pulita e servizi igienico-sanitari") degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, destinato a sostenere l'ammodernamento delle infrastrutture idriche in Italia. CDP ha anche definito un framework per lo sviluppo di bond nell'ambito della finanza sostenibile, per il finanziamento di investimenti in specifiche categorie.

Fonte: Cassa depositi e prestiti (CDP) Green, Social and Sustainability Bond Framework

 

Una tappa fondamentale per lo sviluppo del mercato dei green bond in Italia si è registrata nei primi mesi del 2017, quando Borsa Italiana ha aperto un segmento di mercato specificamente dedicato a green bond e social bond (obbligazioni che, similmente ai green bond, sono destinate al finanziamento di progetti con specifici benefici o impatti positivi di natura sociale).

A settembre 2018 il segmento contava 65 strumenti "sostenibili" in negoziazione. In larga prevalenza vi si trovano bond emessi da organismi come la Banca Europea degli Investimenti o la Banca Mondiale. Sono però listati anche i green bond sovrani, emessi dagli Stati: nel 2016 la Polonia fu il primo Stato al mondo a emettere un green bond sovrano e la Francia è diventata il principale emittente di green bond governativi. In Italia la Consob ha avanzato l'idea di emettere un BTP "green", che però non ha ancora trovato attuazione.

 

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