Strategie Optimal Income: risultati semestrali

Le tre condizioni che avevamo posto per aumentare il rischio in portafoglio (sostegno delle banche centrali, sostegno dei governi, e virus in remissione) sono ora state soddisfatte e riteniamo che ci sia la possibilità di un rimbalzo della crescita nel secondo semestre del 2020. Ecco un resoconto del primo semestre di quest’anno.

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Cosa è successo

Il primo semestre del 2020 passerà probabilmente alla storia come un periodo veramente eccezionale. Dopo un finale 2019 caratterizzato dall’euforia sui mercati finanziari grazie alla ripresa della crescita globale e all’allentamento delle tensioni tra Cina e Stati Uniti, il mondo è ripiombato nel terrore con la pandemia da Covid-19. Prima in Asia, poi in Europa e negli Stati Uniti, la rapida diffusione del virus ha provocato un’ondata di panico senza precedenti che ha spinto i governi a varare provvedimenti d’emergenza sul fronte sanitario per proteggere la popolazione.

Le misure di contenimento hanno frenato la diffusione del virus nei Paesi sviluppati, ma lasceranno verosimilmente ferite profonde, nonostante gli ingenti aiuti fiscali e monetari a sostegno dell’economia. Con l’introduzione del lockdown, l’economia globale ha rallentato all’improvviso, facendo crollare i mercati azionari, spingendo quelli obbligazionari verso una crisi di liquidità e le materie prime sui minimi storici. A marzo abbiamo assistito a oscillazioni di enorme portata.

Il panico ha spinto governi e banche centrali ad attuare misure senza precedenti per fornire liquidità e sostenere l’attività economica. Tali misure hanno consentito un forte rimbalzo dei mercati azionari e ridato fiducia a quelli obbligazionari. Di conseguenza, la volatilità è diminuita nel corso del secondo trimestre dopo aver toccato livelli estremi, ma l’iperattività del mercato è ancora percepibile. La graduale riapertura dei Paesi, iniziata a maggio, sembra aver avuto successo, e sono stati allontanati i timori di una seconda ondata di contagi di ampia portata (soprattutto in Europa e in Asia).

 

Posizionamento e performance

Fonte: AXA IM al 30 giugno 2020

Nel primo semestre dell’anno, il fondo ha riportato una performance del -7,9% per la classe di azioni I in euro (-8,22% per la classe di azioni A in euro)1, soprattutto a causa del calo dei mercati azionari nel primo trimestre. Nonostante la performance soddisfacente nel secondo trimestre, il fondo ha risentito del fatto di aver partecipato solo in parte al netto rialzo dei mercati azionari avvenuto nel giro di pochi giorni (+18% per l’indice S&P 500 tra il 23 e il 26 marzo), mentre attendevamo qualche segnale di miglioramento sul fronte della diffusione del virus per incrementare il rischio in portafoglio.

La gestione nel primo semestre dell’anno si può suddividere in tre fasi:

1.  Inizio d’anno ottimista (dal 01/01/2020 al 20/02/2020)

Nonostante le notizie sullo scoppio dell’epidemia da Covid-19 in Cina, l’anno è iniziato in un clima di generale ottimismo, i nostri indicatori macroeconomici sono migliorati e ci hanno spinti ad assumere una posizione sovrappesata sulle azioni. Nel contempo, a gennaio abbiamo introdotto una strategia di contenimento del rischio basata su opzioni put sull’indice Euro Stoxx 50 (con scadenza ad aprile), nell’obiettivo di proteggere parzialmente il portafoglio in caso di flessione del mercato (circa il 10% del portafoglio).

2. Crollo improvviso dei mercati (dal 20/02/2020 al 23/03/2020) 

A metà febbraio, a seguito dei nuovi focolai del Covid-19 in Europa e in Corea del Sud che hanno iniziato a far traballare i mercati azionari, abbiamo avviato un processo di graduale riduzione del rischio. A marzo, la correzione del mercato si è fatta più pronunciata e diffusa, facendo aumentare molto la volatilità. Abbiamo quindi tagliato due volte l’esposizione al rischio, riducendola al 14% entro il 27 marzo. Abbiamo tagliato in misura considerevole la posizione azionaria vendendo contratti future su indici. Ciò ci ha consentito di mantenere invariata la selezione dei titoli in portafoglio.

In questa seconda fase abbiamo sfruttato la flessibilità del nostro processo di investimento, oltre alle strategie di contenimento del rischio che hanno limitato le perdite (opzioni put + strategia di acquisto della volatilità). Quando l’indice Euro Stoxx 50 ha perso circa il 36% nel momento peggiore della crisi il 18 marzo 2020, il fondo ha registrato un calo del 17% circa, in linea con i nostri principali concorrenti e la nostra categoria Morningstar. Ne ha risentito anche il portafoglio obbligazionario, seppur in misura minore, dato che avevamo una duration piuttosto bassa (circa un anno e mezzo), con un’esposizione contenuta nel segmento high yield (inferiore al 5%).

3. Improvviso rimbalzo dei mercati azionari in due fasi (netto rimbalzo dal 23 al 26 marzo, ripresa più graduale dal 26 marzo al 30 giugno)

All’inizio della crisi avevamo definito uno scenario basato su 3 condizioni che dovevano realizzarsi prima di incrementare il rischio in portafoglio: 1) sostegno delle banche centrali, 2) sostegno dei governi, 3) virus in remissione.

I mercati azionari non hanno atteso che si concretizzasse la terza condizione e sono risaliti velocemente. Il picco dell’epidemia non era ancora stato raggiunto in Europa e in particolare negli Stati Uniti, dove il rischio di sovraccaricare il sistema sanitario era la preoccupazione principale. La portata del rimbalzo è stata altrettanto sorprendente, l’indice S&P 500 è salito di oltre il 18% tra il 23 e il 26 marzo, l’Euro Stoxx 50 ha guadagnato il 19% tra il 18 e il 26 marzo.

Noi abbiamo partecipato al rimbalzo in misura molto marginale, avendo iniziato a riposizionarci gradualmente nei mercati azionari solo a inizio aprile, alla luce dei segnali di miglioramento della situazione sanitaria in Europa (la terza condizione che avevamo stabilito). Non avendo potuto partecipare al netto rimbalzo, la performance nella prima parte dell’anno ne ha risentito molto.

In questo periodo abbiamo gradatamente incrementato il peso delle azioni dal 16% al 60%, principalmente attraverso il riacquisto dei contratti future venduti al fine di coprire l’esposizione azionaria. Abbiamo anche colto qualche opportunità interessante rafforzando la posizione sui titoli di qualità in grado di sfruttare i temi di crescita a lungo termine. Da giugno abbiamo sovrappesato le azioni dopo la riuscita rimozione del lockdown e la rapida ripresa economica. Le obbligazioni societarie investment grade hanno offerto prospettive interessanti a seguito dell’ampliamento degli spread rilevato a marzo. Abbiamo incrementato leggermente l’investimento in quest’asset class partecipando alle emissioni sul mercato primario. Ci siamo però posti un limite operativo perché volevamo conservare un grado di liquidità sufficiente in portafoglio.

Il fondo ha quindi sfruttato meglio la seconda fase di graduale ripresa, generando una performance del +11,5% per la classe di azioni I in euro dal 18/03/2020 al 30/06/2020 (+11,27% per la classe di azioni A in euro sullo stesso periodo)2.

 

Perché AXA WF Global Optimal Income Fund è ancora interessante?

  • Prospettive di crescita favorevoli per la nostra selezione attiva

Essendo state soddisfatte le tre condizioni che avevamo posto, riteniamo che ci sia la possibilità di un rimbalzo della crescita nel secondo semestre del 2020. Siamo fiduciosi che l’attuale posizionamento (60% azioni, 31% obbligazioni) ci consentirà di trarre vantaggio dalle opportunità che emergeranno nel secondo semestre del 2020.

In particolare, siamo convinti della qualità della nostra selezione titoli che dovrebbe consentirci di trarre vantaggio dall’economia in evoluzione grazie all’esposizione ai temi di crescita a lungo termine (tra l’altro tecnologia, economia digitale e salute).

La posizione sovrappesata nelle obbligazioni societarie investment grade dovrebbe continuare a produrre i suoi frutti, anche grazie ai piani di acquisto dei titoli delle banche centrali. I mercati primari sono ancora i più liquidi, tuttavia le tensioni sono rientrate nei mercati secondari.

  • Performance robusta nel lungo termine

Nel breve termine la nostra performance ha risentito dell’eccessiva cautela, mentre attendevamo che venisse soddisfatta la terza condizione relativa alla diffusione del virus. Non abbiamo infatti partecipato alla prima fase di forte rimbalzo avvenuta nel giro di pochi giorni a fine marzo.

Nel lungo termine, però, la strategia ha centrato l’obiettivo, generando una crescita del capitale nel lungo periodo, con una volatilità limitata rispetto ai mercati azionari. Infatti, dal lancio del fondo nel 2013 abbiamo registrato un rendimento annualizzato del 5,3% con una volatilità annualizzata dell’8,1% per la classe di azioni I in euro. Inoltre, la nostra performance è rimasta relativamente stabile di anno in anno. Lo dimostra il fatto che siamo rimasti nel 1° quartile della categoria Morningstar per 5 anni e dal lancio della strategia in data 08/03/2013.

 

Cosa abbiamo imparato nei primi sei mesi dell’anno?

Per quanto sia indubbia l’efficacia del nostro approccio nel lungo termine, la natura violenta e senza precedenti di questa crisi ci ha portato a identificare alcune aree di miglioramento, in particolare:

- Strategia di contenimento dei rischi: Le strategie adottate hanno funzionato bene all’apice della crisi, ci hanno infatti consentito di ridurre l’esposizione in azioni del 10% nonché di aggiungere circa l’1% al portafoglio grazie all’esposizione sulla volatilità nel lungo periodo. Stiamo comunque esaminando la possibilità di ottimizzare tali strategie per incrementare l’efficienza durante le fasi di shock, in particolare introducendo un meccanismo di riduzione sistematica dell’esposizione nella componente azionaria che verrebbe attivato a livelli “predeterminati”. Nel caso di un brusco calo, l’attivazione di un livello provocherebbe la vendita sistematica dei future su indici, che ridurrebbe a sua volta l’esposizione azionaria.

- Maggiore diversificazione delle asset class: Il nostro approccio flessibile e diversificato già ci consente di sfruttare le opportunità che si presentano in un ampio spettro di asset class, tuttavia durante la crisi abbiamo rilevato che azioni e obbligazioni (in particolare credito investment grade e high yield) presentano una correlazione elevata nei periodi di stress. Stiamo dunque valutando la possibilità di inserire strategie non correlate nel nostro universo di investimento (per esempio l’oro). Il profilo difensivo e non correlato di tali strategie completerebbe il nostro approccio.

 

Conclusioni

La gestione dell’economia post-Covid è una maratona, non uno sprint, pertanto continueremo a vigilare e a fare affidamento sulla reattività del nostro processo di investimento. Infatti, siamo convinti che un approccio diversificato basato su condizioni solide, una selezione dei titoli attiva e una grande flessibilità ci consentiranno di soddisfare le aspettative degli investitori.

Anche se non abbiamo potuto sfruttare la prima parte del rimbalzo per qualche giorno a marzo, il nostro approccio ha dimostrato di essere robusto ed efficace nel conseguimento degli obiettivi di investimento nel lungo periodo.

Note

Fonte: AXA IM, dati al 30/06/2020 al netto delle commissioni. La performance passata non è indicativa dei risultati futuri.

2Fonte: AXA IM, dati riferiti al periodo dal 18/03/2020 al 30/06/2020 al netto delle commissioni. La performance passata non è indicativa dei risultati futuri.

 

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