AXA WF Defensive Optimal Income

ISIN LU0094159042

Last NAV 71,1000 EUR as of 17/01/20

Panoramica

Obiettivo d'investimento

Il Comparto è gestito attivamente e in maniera discrezionale al fine cogliere le opportunità offerte da un'ampia gamma di classi d'attivi, con una strategia d'investimento fondata su:- Allocazione di attivi tattica (basata su opinioni macroeconomiche a medio termine e sull'individuazione di opportunità del mercato a breve termine)- Costruzione del portafoglio al fine di gestire i rischi conformemente allo scenario di mercato e all'obiettivo del fondoIl gestore mira a raggiungere l'obiettivo del Comparto investendo in una gamma di azioni (fino al 35% del patrimonio netto del Comparto) o esponendo il Comparto ad esse e/o investendo in titoli di debito trasferibili emessi da governi, società o istituzioni di paesi appartenenti all'OCSE. Tuttavia, il gestore potrà investire fino al 15% dei suoi attivi in azioni e/o titoli di debito trasferibili emessi da governi, società o istituzioni di paesi non appartenenti all'OCSE.All'interno del suddetto 35%, il Comparto può investire fino al 20% dei suoi attivi in società a piccola capitalizzazione.Il Comparto non investirà oltre il 15% dell'attivo netto in titoli di debito trasferibili con rating sub-investment grade.La selezione degli strumenti di credito non è esclusivamente e meccanicamente basata sui relativi rating di credito pubblicamente disponibili, ma anche su un'analisi interna del rischio di credito o di mercato. La decisione di acquistare o vendere attivi è inoltre basata su altri criteri di analisi del gestore.Se il gestore è dell'opinione che esiste un rischio di significativo di movimento avverso del mercato, il Comparto potrà detenere la totalità dei suoi attivi sotto forma di liquidità, equivalente di liquidità e/o strumenti del mercato monetario. Il Comparto mira a ottenere una crescita di capitale a medio termine investendo in un portafoglio diversificato comprendente un'ampia classe di attivi attraverso un approccio difensivo che mira a limitare al 5% la volatilità annualizzata. Il Comparto applica gli Standard ESG (ambientali, sociali e di governance) di AXA IM disponibili alla pagina www.axa-im.com/en/responsible-investing.L'esposizione totale del Comparto sarà monitorata misurando il Valore a Rischio (VaR) assoluto, con un VaR massimo del 1,10%, orizzonte temporale di cinque (5) giorni lavorativi e un livello di confidenza del 95%, che corrisponde a un VaR del 3,11% con orizzonte temporale di venti (20) giorni lavorativi e un livello di confidenza del 99%, in base alla supposizione di una distribuzione normale del VaR. Ciò significa che esiste un 5% di probabilità che una perdita subita dal Comparto entro cinque (5) giorni lavorativi possa essere superiore al 1,10% del valore patrimoniale netto del Comparto, in normali condizioni di mercato.Il gestore prevede che il livello di leva del Comparto, in base alla somma dell'approccio nozionale, sarà compreso tra 0 e 3. Tuttavia, si intende richiamare l'attenzione di ciascun investitore del Comparto sul fatto che il livello effettivo di leva del Comparto potrebbe essere superiore rispetto al livello atteso come sopra esposto, a seconda delle condizioni di mercato.La strategia d'investimento può essere raggiunta attraverso investimenti diretti e/o derivati stipulando Credit Default Swaps e Total Return Swaps. Gli strumenti derivati possono essere usati anche a fini di copertura.Il Comparto sarà gestito con una sensibilità del tasso d'interesse compresa tra -2 e 8. La sensibilità è un indicatore che misura l'impatto sul valore del Comparto di una variazione dell'1% del tasso d'interesse del mercato.Il Comparto può investire fino al 5% del proprio patrimonio netto in contingent convertible bond ("CoCo bond").

Indicatori di rischio

Indicatore sintetico di rischio e rendimento (SRRI)

1 2 3 SRRI Value 4 5 6 7

La categoria di rischio viene calcolata sulla base dei risultati passati e di conseguenza non è un indicatore affidabile del profilo di rischio futuro del Comparto. La categoria di rischio non è garantita e potrebbe variare nel tempo. La categoria più bassa non è priva di rischi.

Perché il fondo è in questa categoria?

Il capitale del Comparto non è garantito. Il Comparto investe nei mercati finanziari attraverso tecniche e strumenti soggetti a variazione, che possono dar luogo a utili o perdite.

Rischi aggiuntivi

Rischio di credito: rischio per cui gli emittenti dei titoli di debito detenuti nel Comparto possano risultare inadempienti verso i propri obblighi o possano subire un declassamento del rating, il che comporterebbe una diminuzione del NAV del Comparto. Impatto delle strategie, come per esempio i derivati: alcune tecniche di gestione comportano rischi specifici, come il rischio di liquidità, il rischio di credito, il rischio di controparte, il rischio legale, il rischio di valutazione, il rischio operativo e rischi legati agli attivi sottostanti.L'utilizzo di tali strategie può anche includere la leva che può aumentare l'effetto dei movimenti di mercato sul Comparto e dare luogo ad un rischio significativo di perdita. Rischio della gestione discrezionale: per un dato Comparto, esiste il rischio che le tecniche o le strategie d'investimento non abbiano successo e che il Comparto possa subire delle perdite. Gli azionisti non avranno nè il diritto nè l'autorità di partecipare alla gestione ordinaria o al controllo delle attività del Comparto, nè tantomeno l'opportunità di valutare gli investimenti specifici compiuti dal Comparto o i termini di tali investimenti.

Orizzonte temporale d'investimento

Questo Comparto è idoneo per quegli investitori che intendano mantenere l'investimento per un periodo minimo di 3 anni.

Documenti principali

COMMENTO MENSILE DEL GESTORE : 31/12/19

A novembre è giunto un maggior numero di buone notizie. Le indagini congiunturali indicano una stabilizzazione dell'economia sul breve termine, favorita dalle politiche sempre più accomodanti delle banche centrali. Occorre tuttavia prestare attenzione a possibili delusioni sui fronti dell'accordo commerciale tra Cina e Stati Uniti e della Brexit. Negli Stati Uniti la situazione economica continua a sorprendere in positivo. La crescita del PIL per il terzo trimestre è stata rivista al rialzo al +2,1% su base trimestrale annualizzata, rispetto a una prima stima del +1,9%. L'ISM manifatturiero è rimasto stabile a 48,1, arrestando quindi il declino che si protraeva dallo scorso marzo. Sono inoltre proseguite le audizioni relative alla procedura di impeachment che, per il momento, non hanno avuto impatti significativi sull'opinione pubblica. Se quest'ultima non vacilla, i repubblicani non voteranno probabilmente in favore di una destituzione. Infine l'ex sindaco di New York M. Bloomberg, fondatore dell'omonima agenzia di informazioni finanziarie, ha ufficializzato la sua candidatura tra i democratici. Nell'eurozona la crescita tedesca per il terzo trimestre ha infine sorpreso al rialzo, attestandosi al +0,1% su base trimestrale. È stata quindi scongiurata, seppur di poco, una recessione tecnica. Le indagini più recenti segnalano una stabilizzazione dell'attività economica, come dimostra il lieve incremento dell'ultimo PMI manifatturiero a 46,9. In Germania si sono tenute le primarie del partito SPD, alleato della coalizione guidata da A. Merkel; gli elettori hanno designato due personalità critiche nei confronti dell'attuale governo centrale. In Spagna il Partito socialista ha vinto le elezioni, senza però conquistare la maggioranza. Nonostante sia stato raggiunto un accordo con Podemos, per ottenere l'approvazione del parlamento il segretario socialista P. Sánchez dovrà invitare al tavolo alcuni partiti regionali (in particolare catalani). In Francia lo sciopero generale a oltranza che inizierà il 5 dicembre potrebbe avere un impatto devastante sull'attività. Sul versante della politica monetaria, l'era di C. Lagarde alla guida della BCE si è ufficialmente aperta. La neopresidente dovrà innanzi tutto riportare armonia in seno al Consiglio direttivo, diviso internamente a causa delle ultime decisioni di M. Draghi. Sarà inoltre chiamata ad avviare una revisione strategica sugli obiettivi e gli strumenti ancora a disposizione della BCE per raggiungere i suoi scopi. Nel Regno Unito le elezioni anticipate del 12 dicembre sono decisive per il futuro del paese. Se i conservatori riuscissero a ottenere la maggioranza, potrebbe essere finalmente scritta la parola fine sulla Brexit. I due principali partiti si sfidano a colpi di promesse elettorali che, se mantenute, comporteranno un'impennata della spesa pubblica. Se nessuno dovesse conquistare la maggioranza, è probabile che l'accordo concluso con l'UE non sia firmato, con un ulteriore rinvio della Brexit. In Giappone la crescita per il terzo trimestre ha deluso (+0,2% su base trimestrale annualizzata). Per quanto i consumi abbiano accelerato prima che entrasse in vigore l'aumento dell'IVA, a ottobre le vendite al dettaglio sono crollate al -7,1% su base annua. In merito al settore manifatturiero, l'indice PMI è risalito in maniera molto lieve a 48,9. Malgrado le incertezze legate al persistere delle tensioni commerciali, in Cina il settore manifatturiero sembra stabilizzarsi, con un PMI in leggero aumento a 51,8. Per contro, gli utili nel settore industriale sono calati a ottobre di circa il 10%. Infine, Pechino ha annunciato l'emissione di $ 142 miliardi di obbligazioni per mantenere il ritmo degli investimenti pubblici. Per la prima volta dal 2015, la Banca Popolare Cinese ha abbassato il tasso a breve termine di 5 pb al 2,50%. In questo contesto, a novembre i mercati azionari hanno guadagnato terreno. Negli Stati Uniti l'indice S&P 500 è salito del +3,4% e in Europa l'Euro Stoxx 50 ha evidenziato una progressione del +2,8%, con una sovraperformance del CAC francese (+3,1%) e del DAX tedesco (+2,9%) e una sottoperformance di quelli periferici: MIB italiano +2,5% e IBEX spagnolo +1%. Nel Regno Unito l'indice FTSE 100 si è fermato al +1,5%. In Asia si sono registrate performance contrastanti: gli indici giapponesi Nikkei e Topix hanno rimpinguato i guadagni dello scorso mese, rendendo rispettivamente il +1,6% e il +1,9%, mentre le borse cinesi si sono rivelate sotto pressione, con l'Hang Seng di Hong Kong in calo del -2,1% e lo Shanghai Composite del -2%. I mercati emergenti (indice MSCI EM Total Return) sono risultati stabili in dollari, avanzando tuttavia in euro (+1%). In lieve contrazione i mercati obbligazionari, dato che il deterioramento della congiuntura economica si è arrestato e le banche centrali sono rimaste apparentemente in attesa. I rendimenti decennali americani hanno raggiunto quota +1,8%. Anche i rendimenti del Bund decennale tedesco sono aumentati al -0,36%, così come quelli dell'OAT francese al -0,05%. I rendimenti dei BTP decennali italiani e dei BONOS spagnoli hanno sfoggiato incrementi più marcati, finendo rispettivamente al +1,2% e +0,4%. Il Gilt britannico a 10 anni ha terminato in ascesa al +0,7%; stessa sorte per le obbligazioni giapponesi (al -0,07%). Sul mercato creditizio, gli spread IG si sono lievemente ampliati su entrambe le sponde dell'Atlantico e ancora una volta in misura maggiore per le obbligazioni high yield americane ed europee. Sul fronte delle valute, il dollaro americano si è leggermente apprezzato, come dimostra il rialzo del +1% per l'indice in dollari. L'euro si è deprezzato del -1,2% a 1,10, lo yen giapponese si è svalutato del -1,3%, mentre la sterlina britannica non ha subito variazioni di rilievo attestandosi a 1,29. Riguardo ai mercati delle materie prime, l'indice Bloomberg (agricoltura e allevamento esclusi) è arretrato del -3,4%, in seguito alla flessione che ha interessato i prezzi energetici e dell'oro. Per quanto i prezzi del petrolio siano rimasti in un intervallo di negoziazione abbastanza ristretto (Brent +3,7%, WTI +1,7%), quelli del gas naturale negli Stati Uniti sono scesi del -16,5%. I metalli industriali hanno chiuso invariati, mentre l'oro ha perso il -3,2% a 1.464 dollari l'oncia. In termini di allocazione, abbiamo aumentato la nostra esposizione ai mercati azionari a circa il 29%. La selezione azionaria è parzialmente coperta sull'eurozona e gli Stati Uniti. La nostra esposizione al mercato delle azioni bancarie europee è pari a circa l'1,22%. Sul versante azionario, abbiamo incrementato del 2% il paniere delle azioni cicliche europee, già detenuto in portafoglio e sempre svalutato rispetto al resto del mercato. Nella componente obbligazionaria, conserviamo una sensibilità ai tassi d'interesse piuttosto debole, nonostante quest'ultima sia stata rafforzata negli scorsi mesi tramite investimenti sul mercato creditizio per sfruttare un premio di rendimento rispetto al mercato delle obbligazioni sovrane. L'allocazione nel credito Investment Grade rappresenta attualmente il 47% circa del portafoglio. Abbiamo mantenuto un'allocazione nel credito high yield superiore al 3,00% dell'attivo, con una preferenza per il mercato europeo. Conserviamo la nostra diversificazione sul fondo AXA IM WAVe Cat Bonds, pari allo 0,55%, e preservato AXA WF Multi Crédit per lo 0,76% allo scopo di diversificare e sfruttare l'intero spettro creditizio di questo fondo. Abbiamo inoltre mantenuto la posizione long sulle anticipazioni d'inflazione nell'eurozona (6,5% del portafoglio), nonché quella sulle anticipazioni d'inflazione negli Stati Uniti (3,5%). Il fondo continua a essere esposto in prevalenza all'euro. Abbiamo rafforzato dell'1% la posizione di carry su un'esposizione long al dollaro canadese e short al franco svizzero, alla luce dei toni più accomodanti assunti dalla banca centrale canadese e di un contesto macroeconomico solido per il paese nordamericano. Nel mese il fondo ha conseguito una performance netta del +0,60%.

Performance

Grafico della performance

Periodi

1M
3M
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10A
YTD
Dal lancio

Data iniziale

Data finale

Benchmark

Benchmark Data iniziale Data finale
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Tabella della performance

Data finale

Tabella della performance Performance netta Benchmark Data iniziale Data finale
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Indicatori di rischio

Data finale

Indicatori di rischio Volatilità del fondo Benchmark volatility Tracking Error Information Ratio Sharpe Ratio Beta Alpha
1M - - - - - - -
QTD - - - - - - -
3M - - - - - - -
6M - - - - - - -
YTD - - - - - - -
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3A - - - - - - -
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8A - - - - - - -
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Dal lancio - - - - - - -

Tabella del NAV

Data iniziale

Data finale

NAV Data NAV Patrimonio totale del fondo
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NAV

Prima data NAV 18/01/99
Frequenza di calcolo del NAV Quotidiano

Amministrazione

COMMISSIONI

Spese correnti 1,25%
Commissioni di gestione 1,00%
Commissioni di distribuzione 0,00%

INFORMAZIONI CHIAVE

Valuta di riferimento del fondo EUR
Data di lancio del fondo 18/01/99
Asset class MULTI ASSET CLIENT SOLUTIONS
Expertise Asset Allocation, Absolute & Total Return
Fondo RI No
Passaporto europeo yes
Autorità di vigilanza Commission de Surveillance du Secteur Financier

GESTIONE

Gestore del fondo Serge PIZEM

Struttura

Forma legale SICAV

Documenti