Turismo, perché i viaggiatori “senior” rappresentano una miniera d’oro per l’Europa

La grande novità del settore è quella dei “viaggi senior”, un segmento dell’industria turistica alimentato dall’allungamento della vita media. 

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Ogni giorno nel mondo il turismo genera valore per 5 miliardi di dollari, il doppio di quanto fa l’economia italiana in un anno. La galoppata del settore non conosce tregua: l’anno scorso è cresciuto per il nono anno consecutivo, per giunta del 4%, quindi a un passo più spedito rispetto al 3,6% del Pil mondiale, generando valanghe di posti di lavoro ma anche sviluppo economico e sociale. Il merito è di una congiuntura mai così favorevole, come sottolinea il rapporto 2019 dell’Organizzazione Internazionale del Turismo: la crescita economica mondiale e l’affermarsi della classe media nei Paesi emergenti si sono accompagnate all’aumento della capacità di trasporto aereo, alla possibilità di viaggiare a costi sempre più contenuti, alle continue facilitazioni sui visti che contribuiscono ad “abbattere” le frontiere e soprattutto a nuovi modelli di business, anche legati al digitale.

L’Europa continua a fare la parte del leone di questo colossale settore economico, con oltre il 50% degli arrivi mondiali, un fatturato in crescita del 5% e ben cinque Paesi Ue nella top ten mondiale, in particolare Francia e Spagna che occupano le prime due posizioni per arrivi. Molto buona è anche la performance dell’Italia, in quinta posizione a livello mondiale per numero di turisti internazionali (62 milioni nel 2018, +7% rispetto all’anno precedente) e al sesto posto per fatturato (49 miliardi di dollari, +7% rispetto al 2017).

 

La novità introdotta dalla “silver economy”

Ma la grande novità del settore è quella dei “viaggi senior”, un segmento dell’industria turistica alimentato dall’allungamento della vita media e diventato sempre più importante, esattamente come nel mondo finanziario e in generale in quella che viene chiamata “silver economy”. Secondo uno studio della Ue, i viaggiatori europei over 64 spendono oltre 66 miliardi di euro l’anno, mentre a livello globale gli ultracinquantenni alimentano il settore turistico con 109 miliardi di euro l’anno, pari al 3% del Pil mondiale, generando più di 100mila posti di lavoro, indotto escluso.

Quella d’argento è insomma una nicchia di tutto rispetto, destinata a crescere di pari passo con l’affermarsi della classe media di nazioni emergenti come India e soprattutto Cina, paese quest’ultimo che già vale un quinto della spesa turistica mondiale. Una nicchia pregiata perché non bada troppo al risparmio, concedendosi viaggi di lusso e crociere all’insegna dell’unicità dell’esperienza e della socialità, senza dimenticare peraltro il sottosettore del turismo medicale, che a sua volta sta aumentando.

Il segmento “senior” è poi particolarmente appetibile per l’industria turistica perché - non essendo legato a calendari scolastici - riesce ad allungare a dismisura le “stagioni” utilizzando a tutto tondo la capacità delle strutture ricettive. Un’analisi di Eurostat conferma come gli over 65 viaggiano più delle altre classi di età (giovani inclusi) nella cosiddetta “shoulder season”, la mezza stagione che precede o segue l’estate, riempiendo i vuoti di hotel e aerei da marzo a giugno e da settembre a novembre, per la gioia degli operatori del settore.

 

Le iniziative dell’Unione Europea 

Uno studio dell’EU Low Season Tourism Initiative Board fa il punto sulle tante iniziative comunitarie dedicate al turismo senior, sottolineando però come l’eterogeneità dei “viaggiatori d’argento” renda necessari progetti particolarmente mirati, ritagliati come abiti sartoriali sulle esigenze dei singoli gruppi. C’è infatti chi predilige l’aspetto culturale del viaggio, chi quello avventuroso, chi quello enogastronomico e chi si muove per più pragmatiche esigenze di cure mediche. Per “catturare” tutti questi flussi bisogna partire da una comunicazione molto efficace, soprattutto digitale, e continuare a migliorare servizi e infrastrutture.

Il problema, fa eco la Commissione Ue, è che nel Vecchio Continente non tutti si sono accorti delle enormi potenzialità del “turismo d’argento”. Bisogna lavorare sodo in tutti i Paesi europei per non farsi sfuggire i senior comunitari, calamitando allo stesso tempo quelli di Paesi emergenti come India e Cina. In particolare, spiega Bruxelles, bisogna migliorare le infrastrutture di accoglienza e rendere accessibili i trasporti, sviluppando allo stesso tempo piattaforme digitali “user friendly” anche per la terza età. Grande importanza va poi data a servizi medici in linea con i flussi e le esigenze dei viaggiatori senior, magari centrati sullo sviluppo di apparecchi “wearable” - per esempio per la rilevazione di pressione o ritmo cardiaco - connessi a distanza con le strutture sanitarie (eHealth). Con l’obiettivo di creare pacchetti completi, personalizzabili e flessibili: per non farsi sfuggire la miniera d’oro del turismo d’argento.

 

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