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Più Stato nell’economia, tanto debito pubblico, Cina pigliatutto: ecco come sarà il mondo dopo il Coronavirus

Il mondo probabilmente sconfiggerà la pandemia, ma gli effetti su economia e finanza saranno molto pesanti. Soprattutto per i Paesi più fragili, come l’Italia. Mentre a livello globale il dopo Covid-19 vedrà emergere un vincitore a sorpresa: la Cina.

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Quando sono state fatte le previsioni sul 2020, nessuno ha potuto prevedere l’arrivo di un “cigno nero” come la pandemia di coronavirus. La quarantena di oltre tre miliardi di persone e la conseguente paralisi dell’economia mondiale ha provocato un crollo delle Borse senza precedenti per rapidità e ampiezza. L’indice Vix, detto “della paura” perché misura la futura volatilità di Wall Street, ha raggiunto livelli record mai toccati. Mentre le stime degli economisti di AXA IM prevedono per il 2020 un Pil dell’Eurozona in discesa di oltre il 2%. Il mondo sconfiggerà il Covid-19, speriamo presto, ma ne uscirà profondamente cambiato. In che modo?

 

I salvataggi di Stato

«Innanzitutto avremo più Stato e meno privati nell’economia mondiale - spiega Alessandro Tentori, Chief Investment Officer di AXA IM - . Si ripeterà quanto accaduto durante la crisi del 2008/2009, quando con il salvataggio delle banche i Governi misero piede nella finanza privata anche dove non ce n’era bisogno». Oltreoceano si parla di aiuti di Stato per il settore aeronautico, e non è difficile immaginare che i vari Governi entreranno in tutti i business più strategici. «Si tratta di una mossa giusta in questo momento, ma bisogna pensare in futuro a una exit strategy: l’allocazione delle risorse effettuata da uno Stato è infatti diversa da quella del libero mercato, come insegna per esempio l’inefficienza in passato del sistema sovietico, senza contare che il debito pubblico sale». Negli Stati Uniti sta per diventare realtà anche l’helicopter money, ovvero la distribuzione diretta di denaro nelle tasche dei cittadini: al di sotto di determinate soglie di reddito, l’ipotesi è di “regalare” 1200 dollari ai single, 2400 dollari alle coppie sposate e 500 dollari per ogni figlio.

 

Grafico 1: Il crollo delle prenotazioni nei ristoranti nel marzo 2008 e nel marzo 2020 (% cambiamento anno su anno)

Fonte: Opentable, AXA IM Research, al 15/03/2020.

 

Il boom del debito pubblico

La crisi del coronavirus porterà a un aumento dei debiti pubblici, che rischia di diventare un grosso problema per Paesi ad alto indebitamento e bassa crescita, come l’Italia. Il fatto che la BCE acquisti debito è positivo per stabilizzare i mercati, ma non rappresenta la soluzione al problema. «Se da un lato lo shock macro è simmetrico per l’Eurozona, non lo è necessariamente per i singoli Paesi - sottolinea Tentori - . Ovviamente, la pandemia di Covid-19 non conosce frontiere e tutti gli Stati Ue ne sono in qualche modo affetti: non dimentichiamoci però che non tutti i Paesi dell’Unione hanno un’economia e una organizzazione industriale in linea con la media europea. È necessario quindi prendere in considerazione l’eterogeneità di questa area monetaria, soprattutto quando si parla di contromisure di politica economica».

 

Gli “spazi fiscali”

C’è poi un elemento in particolare su cui riflettere: non tutti i Paesi membri godono dello stesso “spazio fiscale”. Questa è un’ulteriore fonte di asimmetria. «La risposta di politica fiscale dell’Italia potrebbe dover essere calibrata su parametri diversi rispetto a quella della Germania - spiega ancora il Chief Investment Officer di AXA IM - . Uno strumento simmetrico come l’Eurobond potrebbe dunque non essere il più adatto nel contesto di una forte asimmetria all’interno della zona euro. Come sempre saranno i mercati a suggerire le scelte ai politici in un mondo dove l’economia finanziaria - con i suoi rischi, la sua integrazione globale e le sue leve - ha una importanza sproporzionata rispetto a quella reale».

 

Eurobond o Fondo salva-Stati?

Secondo Tentori comunque il vero tema adesso non è quello degli Eurobond, i titoli di Stato “unici” dell’eurozona su cui si registrano ancora forti divisioni all’interno dell’Unione. «Purtroppo c’è una componente non marginale di cui tenere conto: il tempo scarseggia. Una soluzione veloce potrebbe essere rappresentata da una combinazione di politica monetaria (il PEPP, il programma straordinario di acquisto di titoli di Stato da 750 miliardi di euro della BCE) e aiuti mirati per esempio con l’utilizzo del MES (il Fondo salva-Stati, che sostiene i singoli Paesi in cambio di condizioni), da preferirsi in questo contesto. Anche se il costo politico potrebbe essere alto per i singoli Governi».

 

Cina pigliatutto

Il mondo del dopo coronavirus avrà inoltre un protagonista indiscusso: la Cina. «Grazie alle misure prese dal Governo e dalla Banca centrale, proprio il Paese dove si è diffuso il contagio è quello che si riprenderà più facilmente - spiega Tentori - : la dinamica economia del Dragone rimbalzerà in modo simmetrico alla caduta e non è escluso che nel 2021 metta a segno un balzo del Pil dell’8-9%». Maggiori le difficoltà che incontrerà l’indebitato Giappone, che però rispetto all’Italia ha il vantaggio di aver collocato praticamente tutto il debito in mani nipponiche, quindi al riparo da attacchi speculativi.

 

Stati Uniti aggrappati al dollaro

Per gli Stati Uniti invece AXA IM prevede nel 2020 un Pil in calo di appena lo 0,4%, contro il 2,1% dell’Eurozona. «Oltre ad avere un Governo e una banca centrale molto determinati nel combattere le conseguenze economiche del virus, gli Usa hanno il vantaggio enorme di avere il dollaro come valuta, quindi di possedere una base di compratori molto forte», spiega Tentori, che ricorda come il massiccio ingresso dello Stato nell’economia del 2008/2009 abbia portato a guadagni sia per l’amministrazione che, di conseguenza, per i cittadini, chiamati a pagare meno tasse.

 

Grafico 2: Il boom degli “indici della paura” (volatilità implicita sullo S&P500 e sui titoli di Stato Usa)

Fonte: Bloomberg, AXA IM Multi-Asset Investments, al 24/03/2020

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