Dalla “silver economy” 88 milioni di posti di lavoro in Europa entro il 2025

Già dal prossimo anno i Paesi Ocse avranno più anziani che giovani. Ma un’economia che sempre più ruoterà intorno agli anziani offrirà nuove opportunità di lavoro: ecco in quali settori.

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Se fosse uno Stato sovrano, la “silver economy”, ovvero il valore di beni e servizi legati alle esigenze della popolazione anziana, rappresenterebbe la terza economia mondiale dopo Stati Uniti e Cina. Una vera superpotenza, più forte della Germania, e che continua a crescere anno dopo anno, generando crescita economica e posti di lavoro. Anche perché già dal prossimo anno i Paesi Ocse al gran completo avranno una popolazione composta più da anziani che da giovani, come ricorda un’analisi del World Economic Forum. Un recente studio della Commissione europea stima in 3,7 trilioni di euro il valore della “silver economy” nel Vecchio continente, cifra destinata a raggiungere i 5,7 trilioni di euro entro il 2025, oltre tre volte il Pil italiano. Nel nostro Paese, si stima valga oltre 43 miliardi di euro. Gli anziani spenderanno più dei giovani non solo in cure e medicine, ma anche in settori legati alla cultura, al tempo libero, ai viaggi e all’abitazione.

Ma la cosa più interessante è un’altra: fra sei anni nell’Unione europea qualcosa come 88 milioni di posti di lavoro (il 38% del totale) saranno legati all’economia d’argento. In alcuni settori, in parte oggi sottovalutati, l’offerta di impieghi sarà enorme, in particolare nei servizi destinati alla popolazione benestante anziana dei Paesi occidentali. Tra l’altro alcuni studi hanno mostrato come l’invecchiamento della popolazione non avrà i contraccolpi sulla crescita economica che alcuni temono, perché la riduzione in termini assoluti della forza lavoro porterà a una maggior offerta da parte dei datori e quindi a salari più alti, che assieme a innovazione tecnologica e automazione aumenteranno la produttività.

L’economia d’argento rappresenta insomma un’occasione significativa per il lavoro dei giovani, a patto che si indirizzino verso uno dei business più promettenti per i consumi degli anziani. Il report della Commissione europea ne ha individuati otto: vediamo quali sono.

 

1. Sanità in Rete (connected health)

Il futuro sarà dominato da tecnologie medicali a distanza in grado di prevenire, diagnosticare e controllare i disturbi degli anziani. Il settore comprende speciali apparecchi in grado di monitorare da remoto la situazione cardiaca, neurologica e polmonare della terza età, oltre che il sonno. Si tratta di un mercato enorme, che a livello globale già oggi vale 58,7 miliardi di euro, di cui 43,3 miliardi per i servizi a distanza e 14 miliardi per le apparecchiature.

 
2. Robotica e games

Rappresenterà l’automazione della tradizionale assistente domiciliare, con tecnologie che in Italia vengono sviluppate tra gli altri dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. I “robot badanti” si prenderanno cura degli anziani nella loro vita quotidiana, integrando anche dei software-giochi in grado di interagire con i pensionati in modo divertente, stimolando le loro funzioni intellettive e mnemoniche. Per ora il mercato vale 2,1 miliardi di dollari, ma si prevede un rapido sviluppo.

 

3. Silver tourism

Quello dei viaggi per over 65 è un settore che già oggi vale 66 miliardi di euro l’anno, pari al 16% della spesa turistica nell’Unione europea. Anche questo è un business destinato a crescere, soprattutto sul fronte dell’offerta di pacchetti integrati e di proposte turistiche fuori stagione, ma anche delle infrastrutture senza barriere architettoniche e dell’integrazione con servizi di “connected health”. Vale circa 100mila posti di lavoro.


4. Assistenza web

Si tratta delle tecnologie (in buona parte ancora da sviluppare) progettate per evitare l’isolamento sociale degli anziani. Piattaforme integrate in grado di connettere i pensionati costretti per motivi di salute a restare a casa con amici, famiglia, medici e farmacie. È un mercato che a livello globale si stima triplicherà dai 10,7 miliardi di euro del 2016 ai 31,5 miliardi del 2021.

 

5. Case a misura di anziano

Porte più grandi, docce adattate, dispositivi “smart” disseminati negli appartamenti: quello dell’edilizia per gli anziani è un business dalle enormi potenzialità. Solo il settore delle “case intelligenti” vale 15,5 miliardi di euro nel Vecchio continente, con 50 milioni di abitazioni dell’Europa occidentale che si sono dotate di dispositivi “smart”.

 

6. Device per uno stile di vita attivo e salutare

Sono i “wearable” pensati per la terza età, che spaziano dagli smartwatches ai fitness trackers, dagli abiti intelligenti ai dispositivi medici, fino a software e app che migliorano la qualità della vita degli anziani da vari punti di vista (nutrizionale, medico, ludico e così via). Il mercato globale dei “wearable” è destinato a quintuplicare dai 28,9 miliardi di euro del 2016 ai 144,3 miliardi del 2026.

 

7. Università della terza età

Qui l’obiettivo non è solo la socializzazione, ma anche l’aggiornamento mirato al reinserimento lavorativo delle “pantere grigie”: in Olanda è già una realtà consolidata, con oltre trenta istituti specializzati e oltre 25mila iscritti ogni anno, ma l’offerta educativa per gli anziani sta crescendo in fretta anche in Irlanda, Germania e Repubblica Ceca. Naturalmente anche con l’opzione dell’e-learning su piattaforme internet.

 

8. Auto a guida autonoma

Saranno fondamentali per assicurare mobilità e inclusione sociale agli anziani che tendono a isolarsi in casa perché non più in grado di guidare, con beneficio più in generale anche della circolazione stradale e della sicurezza. Nel settore stanno investendo diversi big automobilistici e tecnologici, da Ford a Toyota, da Google a Uber, per un mercato che si stima raggiungerà i 38,5 miliardi di euro entro il 2025.

 

La crescita dei posti di lavori legati alla Silver Economy nella Ue 

Fonte: Commissione europea

 

Scopri di più: L’avanzata dell’economia d’argento (Infografica)

 

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