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Braccialetti elettronici, tunnel igienizzanti, totem e robot disinfettanti: così torneremo in spiaggia nell’estate del coronavirus

In una stagione turistica senza stranieri ma piena di italiani, le località di villeggiatura stanno attrezzandosi per garantire distanziamento e sicurezza sanitaria. Nel nome della tecnologia e senza rinunciare troppo al piacere delle ferie. Ecco come

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Per gli italiani l’estate 2020 sarà quella del turismo di prossimità: in Italia, e possibilmente non lontano da dove abitiamo. Il coronavirus ci costringerà a tornare alle ferie di una volta, quelle in cui l’assenza di compagnie aeree low cost, ma anche una lira svalutata che rendeva costosi i viaggi all’estero, ci facevano apprezzare le meraviglie del nostro Paese in generale, e delle regioni in cui abitiamo in particolare.

 

Turismo di prossimità

Il coronavirus svuoterà le nostre località turistiche dagli stranieri, lasciandole però a italiani che difficilmente quest’anno si avventureranno oltreconfine. Secondo stime della Cna, tra febbraio e settembre mancheranno all’appello ben 50 milioni di stranieri. Ma stando a un’indagine di Demoskopica nell’estate 2020 la spesa dei cosiddetti “turisti autoctoni” toccherà i 20,6 miliardi di euro, con quattro regioni a fare la parte del leone: Lombardia (2,9 miliardi di euro), Veneto (2,5 miliardi di euro), Emilia-Romagna (2,3 miliardi di euro) e Lazio (2,1 miliardi di euro). A trionfare nel “turismo di prossimità”, cioè quello vicino al luogo di residenza, saranno invece regioni del Sud come Sicilia, Sardegna e Campania.

 

Mete alternative

Ma l’estate 2020 sarà anche quella della paura del contagio. A dominare saranno il distanziamento sociale, la sicurezza e la sanificazione, oltre a una tendenza già chiara per la riscoperta delle destinazioni minori, lontane dalle località turistiche più gettonate e al riparo dalle grandi folle: borghi sperduti, spiaggie incontaminate, baite di montagna isolate. Attenzione però, perché il luogo ameno di ieri rischia di diventare fin troppo affollato, soprattutto per un Paese come l’Italia che ha l’abitudine a concentrare le ferie in luglio-agosto. Sarà insomma un’estate impegnativa da gestire, con un occhio di particolare riguardo alle fasce di età più a rischio, ma ad aiutarci contro il contagio ci sarà la tecnologia. Vediamo come.

 

Braccialetti elettronici

Sulle spiagge friulane per esempio si sta valutando l’uso di “braccialetti elettronici”, in silicone e resistenti all’acqua, che permettano ai clienti degli stabilimenti balneari di muoversi liberamente accedendo a spazi e a servizi in modalità contactless, senza dover toccare porte, maniglie e interruttori. I braccialetti elettronici segnaleranno anche il rispetto della distanza di sicurezza tra i bagnanti. In tutta Italia, inoltre, dovrà essere rivista la densità degli ombrelloni, che andranno opportunamente distanziati, e andrà affrontato il nodo della gestione delle “spiagge libere”.

 

Totem sanificanti

A Caorle, famosa località turistica veneta, si sta invece progettando l’installazione di speciali totem chiamati “Spray for Life”. Si tratta di strutture simili ai metal detector degli aeroporti, dotati di termoscanner a infrarossi in grado di rilevare la temperatura di chi entra negli stabilimenti balneari, provvedendo alla sanificazione delle mani con gel igienizzante e di piedi e calzature con un nebulizzatore “no touch”. L’azienda che li sta mettendo a punto è anche al lavoro sul progetto “Box for Life”, una cabina con ugelli nebulizzanti per disinfettare in fretta le persone, da sistemare nei varchi degli stabilimenti balneari.

 

Tunnel igienizzanti

In altre località turistiche sI sta valutando l’installazione di tunnel igienizzanti, in grado di spruzzare automaticamente disinfettante sui clienti in entrata negli stabilimenti. Gran parte dei centri balneari sta lavorando su procedure di sanificazione frequente di lettini, ombrelloni e docce, prevedendo la distribuzione di alimenti e bevande “take away” da servire direttamente sotto i singoli ombrelloni, anche grazie a sistemi di prenotazioni digitali via app. Per ora purtroppo mancano regole uniformi a livello nazionale, ma i vari comuni e regioni d’Italia stanno cercando di organizzarsi, anche se in ordine sparso. L’obiettivo non è solo quello di salvare il salvabile in una stagione turistica che si preannuncia impegnativa, ma anche di approfittare dell’emergenza per riqualificare l’offerta turistica puntando su qualità e sicurezza di strutture e servizi.

Fonte: Stime CNA

 

Robot disinfettanti negli hotel

E gli alberghi? La gestione della sicurezza sanitaria sarà impegnativa anche nelle strutture di ospitalità, dove per esempio sono destinati a scomparire i buffet per essere sostituiti da servizi a tavoli rigorosamente distanziati o da pasti serviti direttamente in camera. Per la frequente sanificazione delle stanze e delle aree comuni non si esclude il ricorso agli speciali robot già utilizzati con successo dalle strutture ospedaliere, come quelli danesi della UVD Robotics o quelli statunitensi della Xenex Disinfection Services, in grado di emettere raggi ultravioletti che sanificano le superfici, uccidendo il 99,9% dei batteri ma anche virus come il Covid-19.

 

Che estate sarà

In tutto questo resta un dubbio: che ne sarà del piacere della vacanza? Quale sarà lo stato d’animo del turista di fronte a controlli e restrizioni inedite, per di più dopo mesi di “quarantena” forzata a casa? Secondo gli esperti, è fondamentale lo storytelling che le località turistiche e le singole strutture sapranno trasmettere ai potenziali clienti, trasformando distanziamento sociale e sanificazioni in qualcosa a loro modo di divertente, curioso e ingegnoso. Per cercare di rendere comunque piacevole quella che sarà un’estate davvero diversa da tutte le altre: l’estate del coronavirus.

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