Saranno i consumatori a dettare le politiche sul cambiamento ambientale?

Sempre più preoccupati per gli effetti insostenibili dell’attività umana sul pianeta, i consumatori cercano attivamente di indurre governi e imprese a modificare drasticamente le loro politiche ambientali. 

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Proteste dei consumatori in Cina 

In Cina l'influenza dei consumatori si è manifestata con particolare forza. La diffusione di dati sull'inquinamento e sui suoi effetti sulla salute dei cittadini cinesi ha spinto gruppi di dimostranti a scendere in piazza e a utilizzare i social media per manifestare il proprio scontento. Il governo cinese, preoccupato dalla prospettiva di continui disordini sociali oltre che dalla questione ambientale, ha iniziato ad affrontare il problema dei livelli di inquinamento. 

I veicoli elettrici (EV) sono sembrati una delle opzioni più logiche per cercare di mitigare la gravità dell'inquinamento. Gli EV sono più ecologici e consentono di ridurre il consumo di petrolio, contribuendo ad abbassare gli elevatissimi livelli di smog delle principali città cinesi. L'adozione dei veicoli elettrici da parte della Cina, che rappresenta il più grande mercato al modo per l'industria dell'auto , è determinante per la crescita e lo sviluppo delle tecnologie EV, anticipando l'offerta ai consumatori di tutto il mondo di simili modelli, a prezzi più accessibili. 

Anche in Inghilterra l'impatto dannoso dell'inquinamento sulla salute ha spinto gruppi di attivisti londinesi a manifestare per chiedere all'amministrazione cittadina di occuparsi dei soggetti più vulnerabili agli altissimi livelli di inquinamento atmosferico. Nella circoscrizione di Islington and Hackney è stata lanciata una nuova iniziativa di risanamento urbano , limitando l'accesso a nove arterie del quartiere a veicoli a bassissime emissioni nelle ore di punta dei giorni infrasettimanali. 

 

L'emergenza plastica  

Il cambiamento in atto è parzialmente determinato da una crescente sensibilizzazione sociale. Le immagini del documentario di David Attenborough, “Il Pianeta blu II”, uscito nell'ottobre del 2017, hanno provocato reazioni di sdegno in tutto il mondo. Gli spettatori, sconcertati alla vista delle enormi quantità di rifiuti di plastica che ricoprono gli oceani, con effetti devastanti sulla vita dei mari, chiedono alle aziende di ridurre la produzione e l'uso di contenitori in plastica monouso. 

Di conseguenza, la BBC si è impegnata a eliminare totalmente la plastica monouso da tutte le sue sedi entro il 2020, e la premier Theresa May ha annunciato l'eliminazione di tutti i rifiuti in plastica evitabili dal Regno Unito entro il 2042 . 
Stante la tendenza di governi e imprese a soddisfare la crescente domanda di trasformazione, riducendo l'utilizzo di plastica usa e getta e di materiali non riciclabili, potremmo assistere a una espansione dell'universo investibile dei materiali compostabili.

 

“L'insostenibilità della civiltà umana per il nostro pianeta è ormai una realtà. La crescente consapevolezza di questa realtà da parte dei governi, delle imprese e dei consumatori creerà opportunità per gli investitori in tutto l'universo della Clean Economy.”

Amanda O’Toole, Portfolio Manager, AXA Investment Managers

 

Che cosa significa tutto questo per gli investitori? 

Siamo convinti che la crescente sensibilizzazione e la presenza attiva dei consumatori in quattro macro aree investibili – mobilità sostenibile, energia smart, nutrizione responsabile, riciclaggio e riduzione dei rifiuti – siano cruciali ai fini della transizione energetica. 

La nostra strategia di investimento “Clean Economy” si prefigge di dare accesso a queste opportunità, mediante investimenti in società le cui attività contribuiscano alla transizione energetica, all'ottimizzazione delle risorse o ad affrontare la questione della carenza idrica. Andiamo alla ricerca di aziende di qualità elevata che presentino  buone opportunità di crescita strutturale su questi temi, radicando il nostro processo d'investimento come da filosofia d’investimento Framlington Equities. 

 

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