Investitori sempre più alla larga dalle fossili

In pochi anni la campagna internazionale per il disinvestimento dalle fonti fossili di energia ha raggiunto la massa critica e si è imposta come una delle strategie dominanti di decarbonizzazione degli asset. Anche in Italia ci sono iniziative importanti.

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A settembre sono stati resi noti i nuovi dati sulle adesioni alla campagna internazionale per il disinvestimento dalle fonti fossili di energia (carbone, petrolio, gas) nella prospettiva della lotta ai cambiamenti climatici. Hanno aderito 985 investitori istituzionali, con asset complessivi per 6,24 trilioni di dollari, in crescita di 120 volte dai 52 miliardi di dollari di quattro anni prima.

Questi numeri, e la rapidità con cui sono stati raggiunti, mostrano la rilevanza che la campagna per il fossil fuel divestment ha raggiunto nell'ambito della finanza sostenibile e responsabile (SRI). Questo vale in particolare per la tendenza globale verso la decarbonizzazione degli asset, che ha ricevuto una fortissima spinta e la legittimazione globale dall'Accordo di Parigi per la riduzione delle emissioni di CO2.

Fonte: "The Global Fossil Fuel Divestment and Clean Energy Investment Movement - 2018 Report, Arabella Advisors, 2018" - pagina 5, dati al 5 settembre 2018.

 

Alla base ci sono motivazioni finanziarie: stranded assets e carbon bubble

Ondate di disinvestimento hanno segnato varie fasi della storia della finanza sostenibile: per esempio, la campagna per il disinvestimento dalle società in affari con il Sudafrica dell'Apartheid, o quella dalle società del tabacco. Il disinvestimento dal combustibile fossile  condivide con le campagne del passato motivazioni ideali. Tuttavia, alla base troviamo motivazioni di ordine finanziario. Il riferimento fondamentale è costituito dagli studi pubblicati dagli analisti della britannica Carbon Tracker, a partire dal primo nel 2011, che hanno diffuso i concetti di "carbon bubble" e "stranded assets": se il mondo deve progressivamente abbandonare le fonti fossili di energia per contenere le emissioni di CO2, le riserve accertate di fonti fossili rischiano di risultare asset "incagliati" (il primo rapporto calcolava che l'80% di tali riserve non poteva essere utilizzato in uno scenario di contenimento dell'aumento delle temperature terrestri di 2°C rispetto all'epoca pre-industriale), da cui il rischio di "bolla".

Le richieste della campagna, che negli anni ha visto l'adesione di alcuni fra i maggiori investitori istituzionali del mondo (fra cui il Gruppo Axa), sono tre: il congelamento di nuovi investimenti nelle fossili; la dismissione degli investimenti in essere; il reinvestimento in settori e attività compatibili con un futuro scenario energetico low carbon.

Fonte: "Unburnable Carbon – Are the world’s financial markets carrying a carbon bubble?, Carbon Tracker Initiative, 2011" - pagina 8.

 

Le iniziative in Italia

Dal 2015 è stata attivata anche una campagna italiana, #DivestItaly. Sia a livello internazionale, sia in Italia, fra i protagonisti della campagna figurano organizzazioni e investitori religiosi e in particolare cattolici, questi ultimi coordinati dal Movimento Cattolico Mondiale per il Clima.

Nel 2017 il Comune di Assisi è stato il primo ente locale italiano ad aderire alla campagna. Pur non aderendovi formalmente, quest'anno anche alcuni investitori istituzionali si sono mossi nella direzione auspicata dalla campagna, con strategie che prevedono disinvestimenti.

 

Tra divestment ed engagement: decide il mercato

Fra gli investitori SRI è aperto il dibattito se sia più efficace, nella prospettiva della lotta ai cambiamenti climatici, l'opzione del divestment o quella dell'engagement, che non esclude le società del settore delle fonti fossili di energia ma le stimola, con il dialogo e il confronto, verso performance di sostenibilità sempre più elevate. Molti studi sono stati condotti, inoltre, per comprendere se l'opzione del divestment sia penalizzante, neutrale o vantaggiosa in termini di rendimenti. Il fatto che si siano diffusi in questi anni prodotti e strumenti d'investimento, come ad esempio gli indici (Fossil Free Indexes, S&P Fossil Fuel Free Indices, MSCI Global Fossil Fuels Exclusion Indexes Methodology, FTSE ex Fossil Fuels Index Series), che richiamano gli obiettivi indicati dalla campagna, sembra comunque indicare in quale direzione sia andato il mercato.

 

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