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I 9 limiti del pianeta da rispettare se vogliamo avere un futuro

Un gruppo di scienziati guidato da Johan Rockström ha identificato e quantificato per la prima volta nella storia dell’umanità i fattori che mantengono la Terra stabile. Sebbene ci troviamo in zona di pericolo per vari aspetti, la scoperta è fondamentale per avere una guida non solo su come evitare il collasso, ma garantire un futuro per l’umanità sulla Terra. Ecco i 9 limiti del nostro pianeta.

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1) Clima

Il primo e più ovvio limite è ben noto a tutti noi: con il rialzo senza precedenti della temperatura, c’è il rischio di aver superato il limite per il clima del pianeta. In passato la temperatura media della Terra seguiva da vicino la concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera, ma con la rivoluzione industriale è cambiato tutto. Nel 1988 abbiamo superato le 350 parti per milione di anidride carbonica: era il momento in cui siamo entrati nella zona di pericolo, oggi siamo ben oltre. Queste emissioni hanno contribuito all’aumento della temperatura di1,1°C per ora, ma per evitare il punto di non ritorno (aumento oltre 1,5°C), dobbiamo raggiungere un’economia mondiale senza combustibili fossili nei prossimi 30 anni.

 

2) Configurazione terrestre

Stiamo trasformando tutti gli habitat conosciuti della Terra per creare spazio all’agricoltura e all’allevamento di massa: minacciamo la biodiversità, gli alberi creano meno ossigeno, anzi, quando muoiono, rilasciano CO2. Solo l’Amazzonia potrebbe rilasciarne 200 miliardi di tonnellate nei prossimi 30 anni, uguale a tutto il CO2 emesso nel mondo negli ultimi 5 anni. Se avessimo perso “solo” il 25% delle foreste del mondo, saremmo in zona di pericolo, ma ad oggi ne abbiamo già perso oltre il 40%, quindi siamo in zona altamente pericolosa.

 

3) Biodiversità

Oggi un milione di specie vegetali  e animali su un totale di 8 milioni rischia l’estinzione. Se continuiamo con questo trend negativo potremmo dirigerci verso una sesta estinzione di massa. In solo 50 anni l’umanità ha spazzato via il 68% della fauna selvatica mondiale: siamo in una crisi di biodiversità che minaccia anche la nostra vita. Il 70% delle coltivazioni dipende dall’impollinazione degli insetti. La produzione in massa per rispondere ai nostri bisogni sta spazzando via il fattore su cui si basa la produzione alimentare. Siamo in pericolo massimo quando si tratta della perdita di specie e della distruzione degli ecosistemi sulla terra.

 

4) Acqua dolce

L’acqua dolce è il sistema sanguigno del nostro pianeta. Una persona ha bisogno di 3000 litri di acqua per sopravvivere, di cui 2500 litri solo per mangiare. Ad oggi la scorta fluviale risponde a questi bisogni a livello mondiale, ma ci stiamo velocemente dirigendo verso la zona di pericolo.

 

5) Eccesso di azoto e fosforo

Azoto e fosforo sono gli ingredienti principali per la crescita delle piante e di conseguenza per i fertilizzanti. Tuttavia, per produrre più alimenti, ne abbiamo abusato. L’eccesso ritorna nelle acque dolci e le inquina: sulla superficie si formano schiume verdi-blu che assorbono l’ossigeno. Con meno ossigeno, il sedimento del fiume/ lago rilascia ancora più fosforo, diventa zona morta. Questo fenomeno è meno noto, ma è uno dei più gravi sulla biosfera.

Fonte: Stockholm University

 

6) Acidificazione degli oceani

Quando emettiamo CO2 nell’atmosfera, un terzo finisce negli oceani: questo ha cambiato il livello del pH degli oceani, rendendoli più acidi – negli ultimi decenni gli oceani sono diventati più acidi del 26%. Gli oceani acidi possono causare estinzioni di massa. Ad oggi siamo nella zona sicura, ma se continuiamo a emettere CO2, la situazione peggiorerà.

 

7) Nuove entità

Le cosiddette “nuove entità” sono l’insieme di inquinanti prodotti dall’uomo: rifiuti nucleari, inquinanti organici persistenti, metalli pesanti, microplastiche. Si stima che esistono 100 mila nuovi materiali inquinati, ma gli scienziati non sono ancora riusciti a misurare il loro impatto a lungo termine.

 

8) Aerosol

Oltre alle nuove entità, esiste un altro fenomeno di cui i ricercatori non sono ancora riusciti a misurare l’ampiezza:  il limite dell’aerosol. Si tratta di  particelle nell’atmosfera che causano lo smog e l’aria inquinata. Il 75% deriva dalla combustione di fossili e ad oggi ha causato 7,5 milioni di morti.

 

9) Strato di ozono

L’unico limite in cui ci stiamo muovendo nella giusta direzione è quello dello strato di ozono. Il buco nell’ozono antartico è stato scoperto negli anni 80 e ha scatenato un panico globale. Il panico è stato seguito da azioni concrete - le nazioni hanno deciso su consiglio scientifico di eliminare le sostanze chimiche che causano il buco. Questo era il primo esempio di come si possa  agire collettivamente per il pianeta.

 

La ricetta per tornare nella zona sicura

Ci sono quattro trasformazioni fondamentali necessarie per evitare il collasso: diminuire le emissioni, piantare più alberi, fare una scelta alimentare sostenibile e sana e creare un’economia circolare dicendo “no” allo spreco. La cosa incredibile è che queste trasformazioni non solo farebbero bene alla Terra, ma potrebbe migliorare la nostra vita subito. La finestra è ancora aperta per avere un futuro come umanità.

 

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