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A Pisa si studiano robot per aiutare gli anziani

Oggi nel mondo si contano 600 milioni di over 65, ma nel 2050 saranno 3 volte tanti. In una società che invecchia rapidamente, l’interesse per robot in grado di assistere gli anziani aumenta. L’Italia è in prima fila nell’offrire soluzioni interessanti.

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Nel 2018, per la prima volta nella storia dell’uomo, le persone con più di 65 anni hanno superato quelle con meno di 5 anni. Traguardo simbolico e pietra miliare sul percorso di progressivo invecchiamento della popolazione globale, in atto da tempo e destinato a ridisegnare il tessuto sociale dei prossimi decenni. Con l’aumentare dell’età media, cresce naturalmente anche il bisogno di assistenza per persone non sempre autosufficienti. E dallo sviluppo di robot per questo impiego arriverà un aiuto importante per farvi fronte.

 

A Pisa si prepara il futuro dell’assistenza (robotizzata) all’anziano

In Italia, uno dei paesi più anziani al mondo, nel 2045 una persona ogni tre avrà più di 65 anni. Abbiamo già scritto del ruolo di primo piano che l’Italia ha svolto e svolge nel mondo della robotica. Un primato che si conferma anche per nel campo dei robots destinati all’assistenza alla persona. Come conferma Filippo Cavallo, docente dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e fondatore della start up Co-Robotics, “l’Italia è senza dubbio tra i leader mondiali per livello di conoscenze e capacità di sviluppo tecnologico di robots. La Scuola Sant’Anna, alcuni dipartimenti universitari e centri di ricerca, come ad esempio CNR e IIT sono centri di eccellenza a livello globale”. Sulle prospettive dei robot assistenti Cavallo è molto chiaro: “dimentichiamoci, almeno per ora, il “robot badante” che stira, pulisce, cucina e accudisce. Le tecnologie di cui disponiamo non sono ancora a questo livello e non lo saranno per qualche anno”. Molto più realistico invece attendersi, nel giro di pochi anni, l’entrata in scena di robots casalinghi con un ruolo di interfaccia avanzata. “Questi robots “vivranno” nelle case – spiega Cavallo - e gestiranno la casa, luci, riscaldamento e quant’altro, dialogando con le persone. Inoltre avranno una certa capacità di assistenza medica sotto forma di continuo monitoraggio ed invio ai presidi sanitari di risultati di piccoli esami diagnostici. Penso,ad esempio, alla piccola puntura sul dito per verificare alcuni valori del sangue, ma anche alla possibilità di misurare parametri fisiologici per la prevenzione delle malattie neurodegenerative come Parkinson e Alzheimer. La diffusione di tecnologie 5g (con maggiori capacità e velocità di comunicazione e scambio dati rispetto alle attuali reti,ndr) aiuterà a sviluppare e incrementare servizi di questo tipo”.

 

I robot per il movimento progettati dalla Scuola Superiore Sant’Anna

L’istituto di Biorobotica della Scuola Sant’Anna ha messo a punto due robot attualmente  impiegati negli ospedali di San Giovanni Rotondo, in Puglia, e Rotterdam, in Olanda. Assistono persone con difficoltà di deambulazione, adattandosi alle caratteristiche motorie del paziente. Non solo, grazie a sistemi di Intelligenza Artificiale, sono in grado di analizzare il movimento dell’utilizzatore rilevando eventuali variazioni e monitorando l’evoluzione della patologia. Siamo comunque solo all’inizio di un percorso, conferma Cavallo, aggiungendo che “per questo  comparto è ancora piuttosto  difficile trovare finanziatori. Il principale sostegno economico arriva da fondi europei e regionali. Ma l’interesse per questi progetti è destinato a crescere” .

L’Unione Europea ha varato un programma chiamato  “Active and Assisted Living (AAL)” dedicato proprio allo sviluppo di robot destinati all’assistenza agli anziani. Il progetto ha in dotazione  235 milioni di euro e si inserisce nel più ampio programma europeo “Horizon 2020”.  Iniziative simili sono state intraprese in Giappone, altro paese molto longevo e con una radicata tradizione nella robotica. Sony ha costruito Aibo, un robot “di compagnia” che utilizza l’Intelligenza Artificiale per assistere anziani affetti da demenza senile. Risultati interessanti sono stati ottenuti con i cosiddetti mobile robotic telepresence (MPR). Si tratta di interfacce video mobili manovrabili attraverso app che mettono in contatto visivo le persone. Un anziano può essere così “visitato virtualmente” in qualsiasi momento dai parenti. Soluzioni non sostitutive del rapporto diretto ma che, comunque, sembrano dare buoni riscontri e vengono valutate positivamente da medici e psicologi.

 

Quanto vale il mercato

I cosiddetti “robot di servizio”, ossia tutti quei robot che svolgono mansioni non prettamente industriali, costituiscono oggi un comparto da 7 miliardi di dollari di fatturato annuo.

 

Il comparto dei soli robot per l’assistenza alle persone vale 2,1 miliardi di dollari, con una crescita del 26% solo nell’ultimo anno. La dimensione del mercato è ancora relativamente modesta se confrontata con i quasi 50 miliardi di dollari dei robot industriali, ma sembra avere una spinta notevole.

 

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