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L'Europa vista dallo spazio nel suo anno più caldo

Nel 2019 l'Europa ha registrato temperature record, e il cambiamento climatico ha amplificato ondate di caldo e piogge torrenziali che hanno influito sull'accesso all'energia, al cibo e ai trasporti del mezzo miliardo di suoi abitanti. 

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I dati pubblicati dal Servizio europeo di monitoraggio satellitare Copernicus evidenziano come la velocità di riscaldamento del pianeta stia minacciando l'attività economica e i mezzi di sostentamento di milioni di persone. Undici dei dodici anni più caldi mai registrati si sono concentrati negli ultimi due decenni, provocando lo scioglimento di ghiacciai e l'aumento del livello dei mari e mettendo in difficoltà la produzione di beni e servizi nel secondo maggior blocco commerciale mondiale. 

“Questa tendenza non si manifesta solo con la temperatura, ma in tutti gli aspetti che vi sono collegati,” spiega Carlo Buontempo, direttore di Copernicus. “Forti ondate di caldo, temperature record e precipitazioni estreme sono tutti eventi specifici, ma fanno parte di un trend”.

Le temperature medie in Europa negli ultimi cinque anni hanno superato di due gradi centigradi i valori medi registrati nella seconda metà del diciannovesimo secolo, come denuncia il rapporto annuale sullo stato del clima in Europa pubblicato da Copernicus. Negli ultimi anni, l'impatto del cambiamento climatico ha colpito le stazioni sciistiche alpine, penalizzate dalla riduzione dell'innevamento, le società di navigazione fluviale , costrette a navigare in acque meno profonde, e i coltivatori, danneggiati da raccolti più scarsi a causa della siccità. 

Nel 2019 l'Europa ha subito tre distinte ondate di caldo, con un clima eccezionalmente mite. La più grave di tutte, a luglio, ha provocato uno scioglimento record dei ghiacciai in Groenlandia e temperature mai raggiunte in Scandinavia, nel Circolo Polare Artico. 

Qualche risvolto positivo: l'anno scorso abbiamo avuto il numero più elevato di ore di soleggiamento in Europa da quasi quarant'anni, una manna per i generatori di energia solare, che hanno registrato una produzione record. 

L'UE raccoglie miliardi di misurazioni da satelliti, navi, aerei e stazioni climatologiche in tutto il mondo per elaborare previsioni mensili e stagionali. La granularità dei dati si estende all'impatto del clima sulla vegetazione, cambiamenti che possono essere rilevati da satelliti in orbita. Il Leaf Area Index calcolato da Copernicus ha evidenziato un'area fogliare sotto la media, soprattutto nella Germania del Nord. L'umidità del terreno è scesa sotto la media in gran parte dell'Europa occidentale, nella regione del Baltico e in Scandinavia.

Si sono surriscaldati anche i corpi d'acqua dolce in tutta Europa. In estate, la temperatura superficiale dell'acqua in tutti i laghi del continente ha superato la media storica di 0,34 gradi centigradi, sebbene non abbia raggiunto il record toccato l'anno prima.

Questa tendenza al riscaldamento ha interessato anche i corpi d'acqua nella regione artica, dove il volume di ghiaccio sciolto è in aumento da quattro decenni. Sebbene il 2019 sia stato relativamente freddo in quest'area rispetto agli anni scorsi, registrando la temperatura annuale più bassa del decennio, la superficie della banchina polare si è ridotta rispetto alle medie storiche. 

Lo scioglimento di ghiacciai in Groenlandia, alle Isole Svalbard e in Islanda è stato il più importante fattore che ha contribuito all'innalzamento del livello del mare in Europa. L'assottigliamento del ghiaccio varia da un'area all'altra del continente, ma dal 1997 i ghiacciai monitorati hanno perso circa 16 tonnellate di acqua dolce per metro quadrato, più del peso di un trattore.

Negli ultimi 26 anni, il livello globale dei mari si è alzato di circa 8 centimetri. Il solo scioglimento dei ghiacciai vi ha contribuito con circa 3 centimetri dal 1961. 

Il volume delle acque fluviali è stato inferiore alla media per due terzi dell'anno. I livelli registrati in piena estate e fino ai primi mesi autunnali hanno messo in crisi la navigazione lungo alcune rotte interne. L'arrivo di piogge particolarmente intense a novembre e dicembre in tutta l'Europa occidentale hanno consentito la ripresa delle attività.

Il quarto trimestre del 2019 è stato tra i più piovosi mai registrati. Le precipitazioni nell'Italia del nord sono quadruplicate rispetto alla norma. Una piovosità eccessiva ha colpito anche altri paesi europei, tra i quali Spagna, Francia e Austria, con conseguenti alluvioni e smottamenti.

“Alcuni di questi eventi estremi potrebbero accentuarsi ancora di più a causa dell'innalzamento delle temperature,” aggiunge Buontempo. “Se non fossimo in presenza di un trend climatico, gli eventi record sarebbero sporadici, non si ripeterebbero con questa facilità — quello cui assistiamo oggi, invece, è un costante superamento dei record”.

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