Trial and error: può funzionare per gestire la crisi?

Mai come in una situazione di emergenza, anche uno strumento antico come la bussola può rivelarsi adeguato. Misurare l'entità di uno shock negativo e la direzione in cui sta procedendo il PIL è di importanza fondamentale per calibrare la risposta di politica economica. Questa calibrazione assume diverse dimensioni nel nostro caso, il che rende simile l'approccio odierno a quello che fu adottato per combattere la Great Financial Crisis:

  1. Coordinazione a livello di singolo paese: questa dimensione è vitale per destinare le nuove risorse allo scheletro produttivo, che per definizione varia da paese a paese. Bene o male tutti i paesi si sono già mossi in questa direzione.
  2. Coordinazione fiscale tra paesi: questa dimensione è importante per prevenire che ci siano paesi "al traino" e paesi che invece usano gli strumenti di bilancio in maniera appropriata. Sul tema dell'integrazione della risposta economica alla crisi siamo parecchio indietro, in particolare in Europa. Ma pensare di creare un Eurobond in poche ore, dopo che in 20 anni non siamo riusciti a dare vita a una architettura di risk-sharing è pura utopia. Spero di sbagliarmi.
  3. Coordinazione tra banche centrali: limitare la fragilità finanziaria dei singoli paesi o delle singole aziende è un passo necessario per non aggiungere incertezza ai mercati. Il problema potrebbe essere la credibilità di quelle banche centrali che già hanno i tassi negativi e già fanno QE.

Purtroppo non disponiamo ancora di stime precise sull'entità di questo shock negativo e quindi si impone un approccio "trial and error", per calibrare al meglio la risposta di politica economica. Stiamo ancora lavorando sulla base di eventi passati, come per esempio il terzo trimestre del 2008, quando l'ISM Statunitense scese da oltre 50 a circa 35 punti e il PIL si contrasse da +1.5% a -8.5%. Una contrazione trimestrale di questa entità non si è da escludere.

Però, si ha anche la percezione sui mercati che finalmente i pacchetti messi sul tavolo dalle banche centrali e dai singoli stati possano assomigliare a una risposta più o meno seria e coerente con lo scenario economico che stiamo via via affrontando.

La timida reazione positiva dei mercati va vista in quest'ottica, passo dopo passo.