Rally dei mercati: spingono banche centrali e tregua nella guerra dei dazi

Azionario in salita grazie ad allentamento monetario e meno tensioni commerciali

I mercati azionari europei hanno ripreso a salire a settembre, sostenuti dalle politiche accomodanti delle banche centrali e - in misura minore – da un miglioramento del contesto politico.

Sui mercati si è fatto sentire sia l’effetto dell’annuncio del pacchetto di stimoli monetari fatto dal numero uno (uscente) della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, diretti a sostenere l’economia europea che arranca più delle altre, sia il taglio dei tassi statunitensi deciso dalla Federal Reserve.

Inoltre, l’annuncio di una ripresa dei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina, la costituzione di un nuovo governo filo-europeo in Italia e le notizie su un possibile accordo per la Brexit, hanno trovato un’accoglienza positiva da parte dei mercati, che hanno cominciato a sperare in un miglioramento del contesto generale e degli scambi commerciali.

Conseguentemente, nel mese scorso tutti i mercati europei hanno guadagnato, con settori come quello finanziario e quello delle utilities e dell’energia che, in un contesto di tassi azzerati, hanno sfruttato il 4% di rendimento annunciato.

 

Occhi puntati sulle trimestrali

Nelle prossime settimane, le pubblicazioni dei risultati societari trimestrali costituiranno certamente un’indicazione importante per misurare l’ampiezza del rallentamento dell’economia dell’Eurozona, già osservato nei recenti dati macroeconomici.

Sul piano politico, l’evoluzione dei negoziati tra Cina e Stati Uniti e la scadenza del 31 ottobre per la Brexit continueranno ad animare il mercato portando, potenzialmente, ancora volatilità. Ci troviamo, ancora una volta, in un contesto molto incerto, con valutazioni dei titoli sostenute da politiche monetarie accomodanti, difficilmente compatibili con un rallentamento dell’economia. Agli investitori conviene quindi essere selettivi nella scelta dei titoli e privilegiare quelle società che offrono un reale potenziale di crescita del giro d’affari e/o dei margini, unica garanzia della capacità di generare risultati e dividendi nel tempo.

 

Confronto tra AXA WF Framlington Italy, l'indice FTSE MIB ed un portafoglio composto dai 4 titoli più diffusi tra i risparmiatori italiani

Periodo 30/09/2012 – 30/09/2019

Fonte: AXA IM, Bloomberg, al 30/09/2019.

 

Alla ricerca di titoli con elevato dividendo

Mentre il Ftse Italia All Share è avanzato del 4,05% a settembre, trainato principalmente dai settori della finanza, delle utilities, dell’energia, della comunicazione e delle materie prime, che hanno reso oltre il 4%, il fondo AXA WF Framlington Italy è salito di quasi 3 punti percentuali (2,93% sulla parte A eur).

Anche per l’azionario italiano, come per i mercati europei, c’è stato un passaggio d’interesse dalle azioni con una forte visibilità ma che sono ormai diventate care, come Ferrari o Campari, a titoli con un elevato dividendo. Il contesto di tassi d’interesse bassi, o addirittura negativi, ha portato gli investitori a cercare soprattutto titoli con un elevato dividendo.

Nelle prossime settimane, il mercato italiano guarderà soprattutto alla nuova legge finanziaria, che il governo deve sottomettere a Bruxelles a metà ottobre. Quest’anno, con un governo non ostile all’Europa e d’altra parte con un’Europa più accomodante a livello fiscale nei confronti dei paesi membri, potrebbe esserci qualche discussione ma non certo un braccio di ferro come l’anno scorso.

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