Mercati: Il 2019 si è chiuso con la miglior performance degli ultimi dieci anni

A fine anno i mercati azionari globali hanno messo a segno la migliore performance annuale dal 2009. Gli investitori si sono scrollati di dosso le preoccupazioni sulla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e sul rallentamento della crescita economica mondiale.

 

Per i mercati azionari globali, l’anno che si è appena chiuso è stato l’esatto contrario del 2018: una performance che non si vedeva da un decennio, spinta anche dalla decisione della Federal Reserve di tagliare i tassi tre volte nel 2019.  Questo contesto ha alimentato la caccia al rendimento degli investitori, sempre più in difficoltà a cercare yield nel mercato dei governativi e quindi spinti ad aumentare il rischio nei loro portafogli, guardando anche al mercato azionario.

Nell’eurozona, il mercato italiano è stato il migliore e, ancora una volta, l’Italia si è confermata un amplificatore delle tendenze nella regione. Al 30 dicembre 2019 l’indice Eurostoxx con dividendi reinvestiti ha messo a segno una performance per l’anno del 27%, mentre nello stesso periodo il Ftse Italia All Share con dividendi reinvestiti ha guadagnato il 31,1%.

 

E nel 2020?  

Tuttavia, per l’Italia sarà difficile ripetere una simile performance nel 2020 perche’ i Btp hanno poco spazio per una ulteriore compressione dello spread.  

I tassi erano scesi già nel primo semestre 2019, discesa che poi si è amplificata con il cambio di governo (Conte 2). A inizio anno, infatti, il Btp era su livelli massimi, a 280 punti base, poi è sceso a 230 punti base a fine giugno, malgrado l’incertezza sul governo formato dopo le elezioni, con l’improbabile alleanza Lega-Movimento 5 Stelle, prima di crollare ulteriormente chiudendo l’anno a 140 punti di base. Questa discesa del Btp ha fatto da supporto alla performance del mercato italiano.

Il mese di dicembre è stato quindi un prolungamento della tendenza iniziata dopo l’estate, e questo era atteso. In un contesto sempre ampiamente gestito dalle banche centrali, i primi segni di miglioramento degli indicatori economici e lo stemperarsi delle tensioni politiche hanno spinto gli investitori ad accrescere la loro esposizione ai mercati azionari.

 

Performance di AXA WF Framlington Italy

A dicembre il Ftse Italia All Share NT ha messo a segno uno 0,65%, principalmente grazie all’avanzamento, ancora una volta, del settore dei servizi alla collettività (utilities) che contribuisce per piu’ dei due terzi alla performance del mercato, mentre le mid cap hanno accusato alcune prese di profitto dopo il forte rimbalzo registrato a novembre.

Il nostro fondo chiude il mese con una performance leggermente inferiore al mercato, guadagnando lo 0,19% sulla parte A EUR, penalizzato soprattutto dalla sottoesposizione al titolo Enel e, in misura minore, per l’arretrare di Inwit, Ima, e Datalogic.

In un anno, invece, AXA WF Framlington Italy ha guadagnato il 25,1% sulla parte A EUR,  rispetto al 31,1%  del Ftse Italia All Share NT (dati al 30 dicembre 2019).

Anche sulla performance annuale ha pesato la sottoesposizione ai titoli azionari domestici e in particolare alle utilities, che hanno ampiamente beneficiato del ribasso dei tassi a lungo e della contrazione dello spread Btp-Bund. Una minima parte l’ha giocata anche il sovrappeso del fondo sulle small caps, che a dicembre hanno perso l’1,78%, dopo un ottimo novembre.

 

PIR-compliant

Il fondo è allineato alla nuova normativa sui PIR, i Piani Individuali di Risparmio, dopo che abbiamo operato un piccolo ritocco sull’esposizione alle small cap aggiungendo un 1% di titoli. Il criterio nella scelta di queste società non è variato: devono avere una visione di lungo periodo, non essere troppo cicliche e avere un forte fattore distintivo (il marchio, o il prodotto, essere tecnologicamente all’avanguardia).

 

Cosa dobbiamo aspettarci nel breve termine

Nel breve periodo, alcuni titoli potrebbero reagire alle prime pubblicazioni dei risultati societari annuali, tuttavia solo un reale cambiamento della percezione del rischio politico potrebbe portare movimenti significativi dell’intero mercato.

In questo contesto, come spesso sottolineamo, conviene essere selettivi nella scelta dei titoli e privilegiare quelle società che offrono un potenziale di crescita del giro d’affari o dei margini, unica garanzia della capacità di generare risultati e dividendi sul lungo periodo.

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