I ruggenti anni ‘20

Spero che stiate tutti bene e che vi siate goduti le vacanze. Vi auguro un 2021 sereno e ricco di successi. Le aspettative sono alte ma i primi giorni dell’anno ci hanno subito ricordato di quel che speriamo di lasciarci alle spalle, ovvero una pandemia in rapida diffusione e un Presidente degli Stati Uniti fuori controllo. I mercati guardano però al futuro, e la politica monetaria estremamente accomodante abbinata alla somministrazione dei vaccini ci fa ben sperare per il nuovo anno. C’è chi parla dei ruggenti anni ‘20. La luce alla fine del tunnel. La spesa dopo il risparmio. È uno scenario allettante. Nella misura in cui non prevarrà un’eccessiva prudenza, tale prospettiva mi fa pensare che il rischio riporterà buone performance e che i mercati si riprenderanno dopo eventuali battute d’arresto.   

Due su tre

Siamo a due su tre. La Brexit è cosa fatta, è stato siglato un accordo di libero scambio tra il Regno Unito e l’Unione Europea. Il tempo di Trump è agli sgoccioli, il Presidente ha finalmente ammesso la sconfitta il giorno dopo che i Democratici hanno ottenuto il controllo del Senato e il mondo è sotto choc per l’assalto al Campidoglio da parte dei suoi sostenitori a Washington. Verranno dunque meno due fonti di grande tensione che da tempo preoccupavano gli investitori. Adesso dobbiamo fare progressi nella lotta alla pandemia. Il numero dei vaccini somministrati nei diversi Paesi diventerà un indicatore importante per i mercati. Una volta tanto, il Regno Unito sembra cavarsela meglio di altri.

Contenere il virus

Il successo del piano di vaccinazione riduce il numero di cittadini che possono cadere vittima del virus. Sebbene i contagi sembrino in aumento in numerosi Paesi, anche per via delle mutazioni del virus, dovremmo raggiungere più velocemente l’immunità di gregge nei prossimi mesi. Il tasso R0 potrebbe restare alto ma, riducendo il numero di persone contagiabili, dovrebbe diminuire sia il numero assoluto dei test positivi che il numero assoluto di persone che necessitano di cure ospedaliere. Soprattutto se verranno vaccinate per prime le categorie di persone più vulnerabili. È dunque possibile che assisteremo a un netto calo dei nuovi casi, dei ricoveri e dei decessi.

La ripresa dell’attività

Se tale scenario positivo dovesse concretizzarsi, verrebbero ridotte le limitazioni di distanza sociale, con la riapertura dei settori dell’economia che sono stati duramente colpiti dalle continue chiusure l’anno scorso. È probabile che ciò non accada rapidamente, considerato che permangono molti rischi, in particolare per i viaggi e gli spostamenti, tuttavia la situazione appare più rosea. La domanda latente a livello di consumi e investimenti potrebbe contribuire a un boom dell’attività economica nel secondo semestre dell’anno. Tale previsione dovrebbe dare fiducia agli investitori, favorire gli strumenti più esposti al rischio e accelerare la ripresa degli utili delle aziende.

La domanda latente

Dopo la crisi finanziaria globale, la situazione patrimoniale di famiglie e imprese ne usciva danneggiata. Negli Stati Uniti, sia le famiglie che le imprese hanno dovuto accumulare risparmio a causa dei vincoli al credito imposti dopo la crisi dei mutui sub-prime. La spesa è stata ridotta e la ripresa è stata rallentata. Questa volta è diverso. Le famiglie americane sono in una situazione più solida. A causa dei lockdown, la spesa è stata contenuta e il tasso di risparmio è aumentato molto. Secondo i dati della Federal Reserve sul flusso di fondi, il tasso di risparmio personale è salito al 25% nel 2° trimestre dello scorso anno, era del 15% nel 3° trimestre e molto probabilmente nel 4° trimestre era ancora intorno al 12-13% del reddito disponibile. È un dato notevole se consideriamo che il tasso di risparmio tra il 2009 e il 2019 è stato mediamente di poco superiore al 7%. È aumentato anche il patrimonio netto. Dopo il 2008, il patrimonio netto era sceso del 15% tra il 2° trimestre del 2007 e il 1° trimestre del 2009. Questa volta è salito di oltre il 7% tra il 3° trimestre del 2019 e il 3° trimestre del 2020. Grazie alla politica monetaria, i prezzi degli immobili e degli strumenti finanziari sono saliti durante la pandemia e continueranno lungo questa strada.

La spesa

Naturalmente mi riferisco ai dati aggregati, la disuguaglianza resta un problema sociale di rilievo che dovrà essere affrontato dall’amministrazione Biden. Non tutte le famiglie beneficiano di un aumento del valore patrimoniale e dei prezzi degli immobili. Il tasso di disoccupazione a novembre era del 6,8% e le richieste iniziali di un sussidio di disoccupazione non sono più in calo. Nel nuovo Congresso qualcuno coglierà ogni occasione per ribadire che i ricchi sono diventati più ricchi, ma i poveri sono più poveri. Tuttavia, per l’economia nel suo complesso, il fatto che la maggior parte delle famiglie americane se la stia cavando bene è una buona notizia. È estremamente improbabile che il tasso di risparmio resti su questi livelli elevati.
Ciò significa che, nei prossimi trimestri, si attingerà maggiormente al reddito e anche ai risparmi accumulati. Come verranno spesi questi soldi? Molto probabilmente verranno spesi in ciò che non abbiamo potuto acquistare negli ultimi 10 mesi, ovvero viaggi, alberghi, ristoranti e divertimenti. Questo non significa che dobbiamo acquistare azioni delle linee aeree o dei gruppi alberghieri, ma l’attivazione dei risparmi per stimolare la domanda aggregata farà bene all’economia nel suo complesso e dovrebbe consentire la revisione al rialzo degli utili aziendali.

Dollaro in ripresa?

Finora, Stati Uniti e Regno Unito sono i Paesi con un programma di vaccinazione in stato più avanzato (anche se Israele ha vaccinato finora una percentuale più alta della popolazione). Gli Stati Uniti potrebbero trarre vantaggio dalla vaccinazione di un’ampia fetta della popolazione in combinazione con la ripresa della spesa. Insieme ai nuovi stimoli fiscali, la crescita potrebbe essere notevole. Politicamente, questo significherebbe lasciarsi alle spalle i giorni bui dell’amministrazione Trump, mentre il dollaro potrebbe rapidamente invertire la tendenza ribassista durante l’anno. È improbabile che l’Europa sia altrettanto rapida con le vaccinazioni o che registri una ripresa economica altrettanto robusta. Il cambio euro/dollaro potrebbe rientrare nel range 1,30-1,40 dollari, ma non escluderei poi un ritorno verso 1,20.

L’economia pulita

Un’implicazione importante del controllo democratico al Senato dopo il ballottaggio in Georgia è che le ambizioni “verdi” di Biden per l’economia americana avranno maggiori probabilità di concretizzarsi. Questo comporterebbe più investimenti nelle fonti di energia rinnovabili, un aumento della produzione e dell’utilizzo di veicoli elettrici e, in generale, una transizione energetica più rapida nei principali settori economici. La robusta performance delle azioni correlate al tema dell’energia pulita dovrebbe dunque continuare. È altresì probabile che vengano emessi più green bond negli Stati Uniti per favorire gli investimenti in questi temi. Dopo le elezioni di novembre si è parlato della possibilità che il Presidente Biden riporti gli Stati Uniti nell’Accordo di Parigi e che aggiorni gli obiettivi di riduzione delle emissioni rispetto a quelli presentati dall’Amministrazione Obama. Sarebbe un messaggio importante in vista degli incontri della COP26 più avanti quest’anno e incentiverebbe i flussi di capitale verso le strategie di investimento correlate al cambiamento climatico.

I rischi

Se da una parte c’è il potenziale di un boom economico e di un altro anno buono per i rendimenti azionari, dall’altra parte non mancano i rischi e i motivi per essere prudenti. Il primo è che la pandemia è ancora molto pericolosa per gli esseri umani e per l’economia. Dobbiamo superare il picco dei contagi, deve diminuire il numero di ammalati e va raggiunta la massa critica nelle vaccinazioni. In caso di dubbi sull’efficacia del vaccino, di problemi logistici o burocratici che condizionano le forniture o di altre ragioni per cui molti cittadini non vorranno fare il vaccino, allora la fiducia potrebbe gravemente deteriorarsi. Un sondaggio IPSOS condotto prima di Natale in diversi Paesi indicava che le persone pronte a ricevere il vaccino, qualora disponibile, erano tra il 60% e l’80%. In Francia, il dato è più preoccupante con solo il 40%.

No all’austerity

Un altro rischio, che non mi sembra però molto probabile nel prevedibile futuro, è un dietrofront della politica. Un ritorno all’austerity fiscale o la chiusura prematura dei piani di acquisto di titoli sarebbero problematici per i mercati. Non credo che sia necessariamente un problema se i prezzi delle attività reagiscono bene al sostegno politico: dopo tutto, i policymaker cercano solo di colmare le deficienze del settore privato quando le economie sono colpite da una crisi. Se il sostegno politico venisse ritirato troppo velocemente o troppo presto, i prezzi degli strumenti finanziari potrebbero però risentirne. L’orientamento progressista di Biden (se non un piano politico concreto), con la Yellen al Tesoro e Powell alla Federal Reserve, mi porta a pensare che la politica statunitense continuerà a sostenere l’economia e quindi anche i mercati. Credo che lo stesso valga per l’Europa.

Le conseguenze della pandemia

Infine dobbiamo considerare il retaggio delle recessioni dovute al Covid. Il divario produttivo resterà ampio per un po’, la disoccupazione nel lungo termine potrebbe restare alta. Alcuni settori non si riprenderanno mai, difficilmente i centri città saranno nuovamente pieni di negozi di abbigliamento di scarsa qualità. Le geografie urbane cambieranno, e le politiche di pianificazione degli spazi urbani andranno ripensate. Non sappiamo quale sarà l’impatto a lungo termine sul comportamento sociale nei confronti di spostamenti e interazioni. Certamente è stato dimostrato che la tecnologia può contribuire a plasmare nuove modalità di lavoro e di commercio. Molti cambiamenti saranno permanenti e la politica dovrà assicurare l’accesso alla tecnologia e la flessibilità del lavoro ai diversi livelli della società. La pandemia lascerà le sue cicatrici, con un onere enorme a livello sociale, fiscale, dell’educazione e del sistema sanitario. L’incapacità di riconoscere le cicatrici della crisi finanziaria globale ha portato innegabilmente all’ascesa del populismo, al sostegno per la Brexit e ad altre manifestazioni di dissenso nell’UE, oltre che a un preoccupante calo della fiducia e della cooperazione internazionali. Speriamo che si faccia tesoro degli insegnamenti.

In lizza per il titolo?

Se mi avessero detto che il Manchester United sarebbe stato al secondo posto in classifica all’inizio del nuovo anno, l’avrei accolto con entusiasmo. In realtà è andata ancora meglio, infatti lo United e il Liverpool hanno lo stesso punteggio in classifica ma la squadra di Manchester ha giocato una partita in meno. Le squadre che possono veramente entrare in competizione sono Leicester, Tottenham e Manchester City, e persino Everton e Aston Villa (anche se dubito che potranno restare vicino ai vertici del tabellone per tutta la stagione). Ci aspetta qualche mese interessante. Spero che la partita ancora da giocare porti tre punti in più, e che inizi la vera corsa al titolo. Sarebbe bello tornare allo stadio. Alla fine ci riusciremo, nel frattempo speriamo che il calcio resista al Covid.

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